La pioggia di metà mese richiede un’operazione di chirurgia atmosferica
Occorre che la saccatura si posizioni in modo molto preciso.
Occorre davvero una precisione chirurgica per saziare la sete del nord Italia. Lungo ed erto di difficoltà sarà infatti il cammino per arrivare a piogge diffuse ed organizzate almeno per la metà di maggio.
Questo non significa automaticamente sperimentare sempre situazioni di cieli sereno senza nemmeno una nuvola, ma un conto è la variabilità con qualche acquazzone, un conto è una perturbazione seria, quella che riempie gli invasi, innaffia per bene i campi coltivati e tranquillizza gli agricoltori.
Questo tipo di configurazione seguita a comparire e scomparire dai modelli quasi fosse un fantasma. Solo ieri si vedeva in prospettiva un anticiclone un po’ claudicante, oggi invece l’idea è ben diversa e si beffa delle indicazioni degli indici. Questo balletto dei modelli, oltretutto anche nelle analisi comparate, mette in difficoltà chi deve redigere queste benedette linee di tendenza nel lungo termine.
L’idea è che il modello sottovaluti la forza dell’alta pressione dopo le 120 ore. Si disegnano infatti saccature colme di aria fredda che raggiungono senza problemi il Mediterraneo per poi rimangiarsele nel giro di un run, oppure riproporle attenuate, fino a fare scomparire del tutto puntando su un altro tipo di configurazione.
Come però il 20 aprile cogliemmo le linee essenziali di quella che avrebbe dovuto essere una colata di aria fredda seria e che si è trasformata a distanza di 15 giorni in un afflusso rinfrescante, anche oggi potremmo dire che in linea di massima una saccatura entro metà mese potrebbe raggiungere la Francia, pilotando su di noi correnti da SW umide ed instabili che andranno a precedere il probabile transito di un fronte almeno sul settentrione, e mi fermerei qui, è già tanto, è già troppo.
C’è infatti anche l’ipotesi che la forza anticiclonica si mangi anche questo tentativo di far rientrare la stagione nei binari di una relativa normalità. Del resto abbiamo avuto già in aprile l’idea di quanto potente possa essere lo scudo anticlonico africano quando prende in mano la situazione, dunque meditiamo.
Autore : Alessio Grosso