Il tempo dal 3 al 9 marzo: l’alta pressione si sgonfia, via libera alla variabilità
L'analisi a lungo termine risulta in questo frangente davvero incerta e complicata. In questa sede abbiamo cercato di semplificare e di portarvi a conoscenza della linea evolutiva al momento più probabile.
Il margine di incertezza è tanto. Lo possiamo vedere soprattutto dall’analisi dell’ensemble, ovvero di quei grafici "a spaghetti" che spesso utilizziamo per descrivervi le nostre proiezioni a lungo termine. Solitamente c’è un motivo ben preciso che a partire da un tal giorno crea improvvisamente scompiglio delle ipotesi probabilistiche disperdendo i nostri spaghetti (scenari di tendenza): si tratta di forzanti che tendono a destabilizzare le onde sinottiche (i centri di alta o bassa pressione), invalidando da quel giorno in avanti le elaborazioni che devono continuamente ripartire da zero.
E’ quello che sta accadendo in questi giorni, allorquando diverse figure destabilizzanti insidiano non solo le nostre elaborazioni ma anche il "nostro" anticiclone. Va da sè che la prima decade di marzo proporrà un contesto climatico piuttosto variabile, con possibili sbalzi termici e fasi instabili inserite tra periodi di tempo comunque buono o discreto. Sembra una previsione scontata ma è solo lo specchio di questa difficoltà prognostica che consiglierebbe di limitare la relativa gittata non oltre il 2-3 marzo, ovvero finchè non si farà chiarezza su cosa interverrà a disperdere gli scenari probabilistici (vedi grafico sotto).
Ciononostante possiamo anticipare che dal punto di vista termico questi saliscendi vedranno comunque prevalere un trend complessivo con temperature in calo. I rispettivi valori tra il 4 e il 6 marzo rientreranno entro le medie del periodo, salvo poi scendere anche sotto localmente tra l’8 il 10 marzo, in concomitanza con altrettanti impulsi freddi di origine nord-europea, diretti in particolare al sud.
Ancora il nord Europa? Sembrerebbe di si. L’alta pressione, subìto il ridimensionamento della prima settimana di marzo, tenterà una nuova sortita verso l’Europa ma potrebbe finire per rimanere sviluppato lungo i meridiani atlantici e abbracciare al più Penisola Iberica e Gran Bretagna. Da qui il canale delle correnti fredde pronte a scivolare lungo il bordo orientale della cupola anticiclonica con mire preferibilmente rivolte ai versanti orientali della nostra Penisola e al centro-sud.
Qui una sintesi di massima riguardo la linea di tendenza più probabile sino a VENERDI 9 MARZO 2012:
SABATO 3 MARZO: instabile su cresta delle Alpi, Triveneto, dorsale appenninica e meridione, con possibili rovesci sparsi e calo delle temperature. Altrove asciutto a almeno in parte soleggiato.
DOMENICA 4 MARZO: residue condizioni di instabilità ma con tempo che tende a migliorare a partire dal nord. Temperature stazionarie.
LUNEDI 5 MARZO: alta pressione in rinforzo con tempo in prevalenza soleggiato e progressivamente più mite.
MARTEDI 6 MARZO: ancora bello al centro-nord, instabile e più freddo al sud per un nuovo impulso instabile collegato all’aggancio di un minimo nord-africano da parte dei flussi freddi nord-europei.
Da MERCOLEDI 7 a GIOVEDI 8: condizioni di variabilità con successivo passaggio a tempo instabile su nord-ovest e meridione. Nuovo incipiente calo termico, stavolta al settentrione.
VENERDI 9 MARZO: i nord si libera, mentre il sud rimane sotto il tiro dell’instabilità che darà luogo a possibili rovesci a carattere sparso. Temperature in calo al centro, stabili altrove, ovunque su valori prossimi alla media del periodo.
Autore : Luca Angelini