Quella Roma che non c’è più…
Rita Fabrizi scrive al nostro Caporedattore Alessio Grosso
Nonostante il cognome non sono una parente del Grande Aldo, ma sono romana e ho vissuto personalmente le nevicate di Roma dal 1966 ad oggi, quella del ’56 solo nei ricordi dei miei genitori perchè avevo solo 1 anno.
Roma è cambiata, non è più la vecchia Roma di Aldo.
Ho scritto una poesia per questo, sono poche righe uscite dalla mia anima Romana, e dedicata ai miei parenti che furono emigranti in Canada nel 1956:
Ritorni dopo anni ner quartiere
Nun trovi più l’amici, i conoscenti
E manco casa trovi…
Te guardi intorno, nun te ce ritrovi
Senti parla le lingue, le più strane.
Dici: “Madonna, questa è Roma mia?”
Poi arzi l’occhi e vedi er cielo
È tutto bianco azzurro de colori,
giri lo sguardo e vedi er Cuppolone
e pensi: “Venite, venite pure Roma è grande,
ma tanto Roma mia nu la comprate!
L’Eterna mia Città resta Romana
E de tutti quei Romani sparsi per monno
Ma l’incanto e la commozione di vedere i romani tornare bambini sotto la neve di Roma, non si dimentica facilmente.
Vede signor Grosso, io e la mia famiglia da circa 30 anni ci rechiamo nell’amata Val Pusteria, soprattutto in estate.
Se le dico, la prima volta che sono arrivata a Dobbiaco nel 1979 era credo intorno al 15 giugno, e dopo 2 giorni di pioggia e grandine, all’improvviso la mattina del terzo giorno….LA NEVE!
Può immaginare la gioia; la gente del posto era un pò preoccupata del fatto, soprattutto per il turismo, ma vedere noi romani, giocare con la neve e aspettarla sul viso a faccia in su come bambinim bè siamo riusciti a far loro tornare il buonumore.
La ringrazio per questa pagina piena di ricordi e di Amore per Roma e i suoi Romani.
Buon Natale a Lei e a tutta la redazione Rita
Autore : Rita Fabrizi