00:00 24 Dicembre 2009

Quella Roma che non c’è più…

Rita Fabrizi scrive al nostro Caporedattore Alessio Grosso

Quella Roma che non c’è più…

Nonostante il cognome non sono una parente del Grande Aldo, ma sono romana e ho vissuto personalmente le nevicate di Roma dal 1966 ad oggi, quella del ’56 solo nei ricordi dei miei genitori perchè avevo solo 1 anno.

Roma è cambiata, non è più la vecchia Roma di Aldo.
Ho scritto una poesia per questo, sono poche righe uscite dalla mia anima Romana, e dedicata ai miei parenti che furono emigranti in Canada nel 1956:
Ritorni dopo anni ner quartiere

Nun trovi più l’amici, i conoscenti

E manco casa trovi…

Te guardi intorno, nun te ce ritrovi

Senti parla le lingue, le più strane.

Dici: “Madonna, questa è Roma mia?”

Poi arzi l’occhi e vedi er cielo

È tutto bianco azzurro de colori,

giri lo sguardo e vedi er Cuppolone

e pensi: “Venite, venite pure Roma è grande,

ma tanto Roma mia nu la comprate!

L’Eterna mia Città resta Romana

E de tutti quei Romani sparsi per monno

Ma l’incanto e la commozione di vedere i romani tornare bambini sotto la neve di Roma, non si dimentica facilmente.

Vede signor Grosso, io e la mia famiglia da circa 30 anni ci rechiamo nell’amata Val Pusteria, soprattutto in estate.

Se le dico, la prima volta che sono arrivata a Dobbiaco nel 1979 era credo intorno al 15 giugno, e dopo 2 giorni di pioggia e grandine, all’improvviso la mattina del terzo giorno….LA NEVE!

Può immaginare la gioia; la gente del posto era un pò preoccupata del fatto, soprattutto per il turismo, ma vedere noi romani, giocare con la neve e aspettarla sul viso a faccia in su come bambinim bè siamo riusciti a far loro tornare il buonumore.

La ringrazio per questa pagina piena di ricordi e di Amore per Roma e i suoi Romani.

Buon Natale a Lei e a tutta la redazione Rita
Autore : Rita Fabrizi