00:00 13 Febbraio 2004

Lombardia orfana dell’inverno

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Lombardia orfana dell’inverno

A quando risale l’ultima visita del “generale inverno” in Lombardia? No, non mi riferisco a fugaci quanto effimere apparizioni, sto parlando della “normale” stagione invernale, quella fatta di brina, neve e ghiaccio.

Quella che nelle giornate più soleggiate porta i famigerati “nebbioni” e che in città, integra il grigio panorama urbano con permanenti montagnette di neve sporca e nera.

Quella normale stagione invernale per cui, se un giorno nevica, non stai alla finestra ad osservare il miracolo come se vivessi a Tunisi.

Che senso avrà tra una decina d’anni (se la tendenza rimanesse tale) l’iconografia classica di Milano, le canzoni che parlano di nebbia, di giorni piovosi e grigi… “solo la nebbia – avete solo la nebbia…” ci canzonavano così i tifosi delle squadre del sud che venivano ospiti a San Siro.

Neanche più quella, verrebbe da rispondere. Non fraintendete, nessuno ama la nebbia fine a se stessa ed in special modo le tragedie che causa sulle strade, parlo in generale dei tipici fenomeni invernali che sono completamente scomparsi dallo scenario della nostra regione. Mi indigno quando assisto ad alcuni telegiornali. Servizi di “colore metereologico” in cui si auspica il permanere di temperature primaverili (a gennaio) e si guarda con orrore alla possibile tragica irruzione della “terribile” aria fredda.

Poi magari il servizio successivo parla della crisi idrica dei grandi laghi e dello scioglimento supersonico dei ghiacciai. per non parlare degli allarmi della Protezione Civile. Questa, dopo essere stata messa sotto accusa in conseguenza ad alcuni disastrosi eventi del passato non segnalati, precauzionalmente mette tutti in stato di allarme alla prima nuvoletta che si prospetta all’orizzonte.

E così ecco il giornalista di turno che con enfasi annuncia in toni catastrofici che “la protezione civile ha messo in preallarme tutte le prefetture”.

Che ne è poi, di quei proclami che sul finire dell’ultima torrida estate hanno riempito le pagine dei giornali? “Sarà un autunno di tempeste ed innodazioni”… dicevano i grandi saccenti della meteo.

Qualsiasi persona di buon senso, sa che una previsione attendibile può arrivare a pochi giorni e qualche volta fino ad una settiamana, poi (come giustamente titola Meteolive) si sconfina nel Fanta-meteo. E allora a pari dei “medium” smascherati da Striscia la Notizia, tornerei ad intervistare gli stessi personaggi per chiedere conto delle loro allarmistiche fandonie.

Vogliamo preoccuparci di qualcosa? Bene, di situazioni di cui preoccuparsi ce ne sono. Ad esempio, che molte regioni del Nord Italia sono rimaste orfane dell’inverno ma che molta gente è contenta di uscire in gennaio con il golfino.
Autore : Marco Pavesi