Il lettori ci scrivono: “Poli che si sciolgono, perchè notizie così fuorvianti?”
Dopo la notizia choc del presunto scioglimento totale della calotta artica giungono in redazione numerose segnalazioni di lettori preoccupati e ormai disorientati da tanta disinformazione
Gentile Redazione di MeteoLive buongiorno.
Ho letto con interesse l’articolo di Luca Angelini sul buono stato di salute dei ghiacci del pianeta ma in un articolo pubblicato su La Repubblica viene sostenuto l’esatto contrario. Voi che ne dite? Il solito allarmismo ?
Saluti Gianpaolo Bonomi.
Risponde Luca Angelini.
Esatto signor Bonomi.
Ci risiamo. L’articolo che gentilmente mi ha indicato è uno dei tanti che nei giorni scorsi hanno tratto spunto dalla notizia iniziale divulgata da National Geographic riguardo la presunta drammatica situazione dei ghiacci artici. Dico “presunta” in quanto noi di MeteoLive nel nostro contro-articolo abbiamo elaborato un discorso diametralmente opposto partendo dalla sostanza che trae origine dai numeri. Il che, fino a prova matematica contraria, è incontrovertibile.
Riguardo all’estensione dei ghiacci artici nell’articolo de La Repubblica, ma anche di altre testate giornalistiche che hanno attinto dalla medesima fonte, come vede non sono citate cifre. In sostanza il discorso rimane aleatorio e gioca sull’impatto emotivo, andando a solleticare un consenso di rimbalzo che gioca in parallelo con l’attuale ondata di caldo. Certo, non è difficile immaginare un Polo che si squaglia sotto il sole di fine giugno, magari proprio come il gelato che teniamo in mano mentre leggiamo la notizia.
Come vede nel medesimo articolo sono invece citate con solerzia le cifre che riguardano le concentrazioni di CO2. L’ulteriore benzina gettata sul fuoco del Global Warming dal martellante argomento inerente le concentrazioni (di origine antropica) di anidride carbonica intende tornare utile per mettere definitivamente una pietra sopra ad ogni possibile dubbio sollevato dalle menti più perspicaci e sospettose.
In realtà il discorso viene appositamente deviato sull’eterna controversia che riguarda il ciclo della CO2 e dà per scontato quello che in verità presenta molti lati oscuri. Insomma è nato prima l’uovo o la gallina, ossia la CO2 aumenta in conseguenza alle temperature elevate o viceversa? In questa sede abbiamo più volte dibattuto sulla questione portando a testimonianza ancora una volta i numeri. Per noi dunque la diatriba lascia il tempo che trova. Conclusione siamo alle solite: allarmismo utile a stanziare enormi fondi per la ricerca con il solito “mangia-mangia” generale.
A settembre riapriremo il dibattito sui ghiacci polari sciorinando ancora una volta i numeri. Intanto seguiremo attentamente ma con serenità la sorte della nostra cara banchisa polare.
Autore : Redazione