Una lunga serie di giornate instabili ma il finale potrebbe essere affidato ancora all’anticiclone
La parte finale di novembre dominata dal tempo incerto, precipitazioni frequenti soprattutto al centro ed al sud ma possibili anche su parte del nord, poi forse una nuova distensione anticiclonica. Temperature allineate alle medie del periodo con la prima neve in arrivo sull'Appennino mediamente sopra i 1000-1200 metri.
Nelle ultime 24 ore aria piuttosto fredda di origine artica è affluita violentemente sul bacino del Mediterraneo, portando un cambiamento deciso delle condizioni atmosferiche sul nostro Paese. Da segnalare una tempesta di vento molto intensa che la scorsa notte ha investito diverse delle nostre regioni settentrionali, accompagnata da un brusco calo della temperatura ed alcune nevicate che hanno imbiancato l’Appennino sino a quote prossime alla pianura. Sulle regioni settentrionali quest’oggi il tempo è in parte migliorato ma l’instabilità associata a frequenti rovesci e temporali si è trasferita al centro ed al sud, accompagnati da una ventilazione molto tesa proveniente dai quadranti settentrionali.
La vasta circolazione di bassa pressione subentrata in queste ultime ore alle latitudini meridionali d’Europa, darà il via ad un ciclo di tempo instabile che interesserà principalmente i settori centrali ed orientali del Mediterraneo sin verso la fine di novembre. Nonostante le previsioni mostrino un nuovo incremento delle vorticità zonali sull’oceano Atlantico, l’alta pressione faticherà a riconquistare nuovamente
l’Europa centrale ed orientale. Alcune vistose circolazioni cicloniche cosiddette "da contrasto" prenderanno quindi il sopravvento, distribuendo qualche episodio bene assestato di instabilità con target i settori centrali e meridionali del Paese.
Solo negli ultimissimi giorni di novembre ed ancor più con l’esordio della prima decade dicembrina l’alta pressione potrebbe (ma è ancora tutto da verificare) dare un’ulteriore "spallata" verso l’Europa, portando un miglioramento del tempo anche sul nostro territorio nazionale. Su quest’ultimo punto preferiamo rimandarvi ai prossimi aggiornamenti.
A livello generale, il culmine del sopraccitato periodo di instabilità subentrerebbe nel nostro Paese tra giovedì 26 e venerdì 27, attraverso la formazione di una vistosa circolazione di bassa pressione con perno sulle regioni centro-meridionali. Valori barici stimati all’interno della circolazione attorno i 1000mb. Il maltempo colpirebbe soprattutto le aree centrali e meridionali con piogge diffuse, venti forti e temporali. Questi ultimi più frequenti soprattutto all’estremo sud (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata). Instabilità che potrà estendersi in parte anche al nord con precipitazioni concentrate sui versanti padani dell’Appennino Tosco-Emiliano, a seconda della collocazione della depressione.
Al nord la quota neve sarà attestata sugli 800 – 1000 metri, localmente a livelli inferiori nelle vallate interne e strette. Al centro e soprattutto al sud, ritroveremo i fiocchi a quote decisamente più elevate.
Come anticipato, l’evoluzione successiva potrebbe portare nuovamente l’alta pressione al cospetto del Mediterraneo ma la media degli scenari Ensemble conferma solo in parte questa linea di tendenza. Prima di una conferma definitiva occorre quindi aspettare ancora qualche aggiornamento.
Autore : William Demasi