00:00 28 Gennaio 2023

Ultimissime della sera: l’aria gelida invaderà l’est, anche l’Italia nel mirino?

Ultimissime della sera: l’aria gelida invaderà l’est, anche l’Italia nel mirino?

Il mese di febbraio partirà in quinta, dando seguito all’ultima decade di gennaio rivelatasi piuttosto fredda e pienamente invernale. Dopo una brevissima pausa tra 29 gennaio e 1 febbraio, eccezion fatta per il rapido passaggio instabile al sud di martedì 31, il tempo tornerà a peggiorare per opera delle correnti fredde artico-continentali.

Dopo l’aria di origine polare-marittima proveniente da nord-ovest toccherà voltare lo sguardo a nord-est, in quanto la prossima perturbazione ormai con buona probabilità arriverà dalla Scandinavia. Insomma sarà aria di origine artico-continentale, nettamente più fredda rispetto a quella polare. 

Ma quindi quest’aria fredda invaderà l’Italia? Come già vi abbiamo spiegato in questo articolo l’arrivo del gran freddo e della neve è tutt’altro che certo, considerando le numerose insidie che si nascondono dietro la previsione della neve a bassa quota in Italia. Nella fattispecie la situazione più ingarbugliata per i centri di calcolo è senza dubbio in Atlantico, dove si decidono gran parte dei movimenti che poi avranno, come logica conseguenza, la discesa del freddo verso le basse latitudini.

Il modello europeo ECMWF, nel suo aggiornamento serale, continua a rimarcare una notevole impennata dell’anticiclone delle Azzorre verso il nord Atlantico e a seguire verso la Scandinavia, favorendo una repentina discesa d’aria fredda (e successivamente gelida) verso l’Italia. Tutto questo tra il 2 e il 5 febbraio. Nelle simulazioni del modello europeo il freddo va a coinvolgere in modo diretto medio e basso Adriatico ed il sud, favorendo nevicate a bassa quota e condizioni pienamente invernali:

Il modello americano GFS serale mostra delle differenze rispetto al suo precedente aggiornamento, compiendo un piccolo passo verso l’europeo ECMWF sulla lettura di alcune dinamiche nell’oceano Atlantico settentrionale. Tuttavia i risultati sono ancora piuttosto diversi, tanto che secondo il modello americano l’aria gelida affluirà principalmente sull’est Europa e sfiorerà molto marginalmente l’Italia. Insomma solo un generale calo termico senza particolari fenomeni nel periodo tra 2 e 5 febbraio.

In conclusione: le differenze tra i principali modelli sono ancora molto marcate e pertanto diventa impossibile esprimere una previsione affidabile per il periodo tra 2 e 5 febbraio. L’eventuale interessamento del sud e del medio-basso Adriatico da parte delle precipitazioni è ancora molto incerto, mentre è altamente probabile l’arrivo del freddo secco al nord e sull’alto Tirreno.
Tra le poche certezze, come evidenziato anche dalle medie degli scenari, vi è il netto calo termico a partire dal 3 febbraio, soprattutto al sud e sul lato adriatico. Ma per l’arrivo della neve occorrerà attendere ulteriori aggiornamenti.

Autore : Raffaele Laricchia