Qualche temporale in arrivo; c’è il rischio di fenomeni intensi?
E’ sufficiente il “carburante” messo a disposizione dei cumulonembi dall’anticiclone africano?
Come ormai sappiamo da diversi giorni, entro la fine della settimana alcuni temporali si manifesteranno su parte delle nostre regioni; essi saranno generati da infiltrazioni di aria fresca in quota dall’Europa centrale, e si svilupperanno con maggiore frequenza sull’arco alpino.
Ma quale sarà la loro reale potenza? La Pianura Padana si è ormai “caricata” di umidità e temperature elevate da diversi giorni, così come molte vallate alpine ed appenniniche; le premesse per acquazzoni violenti nelle zone a ridosso dei rilievi pertanto ci sono tutte.
C’è però da tenere conto di un fatto: in queste ore alle alte quote sta affluendo aria calda ma piuttosto secca, che sicuramente non agevola la formazione dei temporali; entro la serata di domani però il centro motore dell’anticiclone africano si sposterà più a sud, fra l’Adriatico e l’Albania, agevolando nuovamente l’afflusso di venti più umidi sullo Stivale.
In definitiva se non ci fosse stato questo breve intervallo con venti secchi dai Balcani, saremmo stati sicuri che gran parte delle manifestazioni temporalesche previste avrebbe portato forti piogge; con i dati che abbiamo invece a disposizione adesso possiamo solo dire che i fenomeni intensi verranno relegati in gran parte su Alpi e Prealpi fra la Lombardia ed il Friuli-Venezia-Giulia; sui rimanenti rilievi invece gli eventuali temporali porteranno almeno nel 40% dei casi solo un moderato rovescio.
Autore : Lorenzo Catania