00:00 21 Novembre 2002

Perchè il rischio di eventi alluvionali rimane ALTO al nord?

MeteoLive vi spiega quali rischi vi possono essere per le regioni del nord in seguito alle prossime piogge.

Perchè il rischio di eventi alluvionali rimane ALTO al nord?

Cominciamo dall’acqua alta sulla LAGUNA VENETA: i venti sciroccali, la bassa pressione, le maree che in condizioni sigiziali possono raggiungere un’altezza di 60 cm sono all’origine del fenomeno.

Il sollevamento massimo che lo Scirocco è in grado di produrre sfiora i 90 cm.
Durante la fase alluvionale del novembre del 1966 il sollevamento fu di 195 cm, di cui ben 85 attribuibili allo Scirocco. Nella fase perturbata legata alla depressione “Elisabeth” si sono raggiunti i 147 cm, valore comunque ragguardevole.

Si è stimato che il massimo sollevamento potrebbe raggiungere i 250 cm ma un tale evento potrebbe verificarsi solo una volta ogni diecimila anni.
Le correnti sciroccali, l’abbassamento pressorio e l’alta marea potranno comunque ancora colpire Venezia tra domenica e lunedì.

Quanto ai fiumi da tenere sotto controllo segnaliamo l’Adda, l’Adige, il Tanaro, il Sesia, il Cervo, il Meduna, il Nuncello, il Tagliamento, il Ticino, l’Orco, il Brembo, il Serio, il Bacchiglione, l’Olona, il Mincio, lo Scrivia, il Bisagno, il Brenta e il Piave, la Dora Baltea e naturalmente il Po.
Particolare attenzione anche al Lago Maggiore, Garda, Lago di Como.
Le precipitazioni potrebbero risultare intense tra domenica mattina e martedì alle 12 con apporti di 150-200 mm nelle vallate superiori.

Il rischio di esondazioni e frane rimane alto perchè intanto gli alvei sono già colmi, vi saranno nuovi sbalzi termici e gli accumuli nevosi alle quote medie potrebbero fondersi rapidamente, contribuendo a fornire al letto dei fiumi una quantità d’acqua difficile da smaltire senza debordare.

Il terreno intriso d’acqua in vallate con terreni instabili, o già parzialmente franati, ulteriormente inzuppato da nuovi fenomeni potrebbe provocare ulteriori smottamenti, anche gravi, soprattutto in Valtellina, Val Venosta, Cadore.
Autore : Sofia Fabbri (Geologa)