00:00 9 Marzo 2005

Mediterraneo freddo: valori termici marini sotto la media di oltre un grado e mezzo, quali saranno le conseguenze?

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Mediterraneo freddo: valori termici marini sotto la media di oltre un grado e mezzo, quali saranno le conseguenze?

Un Mediterraneo più freddo del normale alla fine dell’inverno non deve farci pensare a chissà quali risvolti per il tempo dei mesi primaverili o estivi.

Il dato di fatto è che la prolungata fase fredda, che ha imperversato sul Mediterraneo, ha determinato un sensibile raffreddamento delle acque, che sull’Alto Adriatico fanno misurare valori di soli 9°C, 13 i gradi che si misurano sul Tirreno, 12 sul Medio Adriatico, 14 sullo Jonio ma solo in direzione della Grecia.

Siamo dunque circa un grado e mezzo sotto la media. Ora qualcuno si è subito lanciato ad annunciare un’estate fresca, perchè il mare farà fatica a scaldarsi da qui a giugno.

Tutto da dimostrare, vediamo come andrà la primavera che, se risultasse calda, farebbe rientrare tutto nella media.

Solo se la primavera si rilevasse particolarmente fredda si potrebbe pensare a brezze fredde per tutto il periodo estivo ma anche alla diminuzione del numero dei temporali marittimi tra luglio e settembre, proprio a causa del minor riscaldamento del mare.

Certo l’equazione mare caldo piogge più abbondanti, mare freddo meno precipitazioni e temperature mediamente più basse, avrebbe anche un suo fondamento ma allora, domandiamoci, come mai Bergen in Norvegia raggiunge comunque i 2500mm di accumulo annuo con un mare molto più freddo (attualmente solo 5°C); sarà certamente una questione di correnti e della frequenza dei fronti perturbati che la raggiungono, ma il mare riesce comunque e sempre a metterci lo zampino.

Quindi inutile fare supposizioni sulle temperature dell’estate e le piogge primaverili, limitiamoci a prevedere nel breve un sicuro aumento delle nebbie marittime primaverili, specie sulla costa sarda e su quella tirrenica.

Le brezze saranno poi certamente fredde sino a fine aprile, ma è normale che a scaldarsi siano dapprima le pianure continentali, come il catino padano, capoluogo lombardo in primis. Proprio qui prima o poi ravviseremo il primo temporale stagionale, segno tangibile del passaggio di consegne tra inverno e primavera.
Autore : Alessio Grosso