La realtà supera quasi la finzione di Apocalisse bianca: forte eruzione del GRIMSVOTN
In Islanda il vulcano che ha provocato l'apocalisse bianca nata dalla fantasia di Alessio Grosso, ha eruttato di nuovo. Le eruzioni vulcaniche più intense hanno sempre avuto riflessi sul clima, provocando parziali schermature della radiazione solare e di conseguenza un calo delle temperature medie globali.
Il Grimsvotn, il vulcano subglaciale islandese, si è risvegliato. L’eruzione, cominciata il primo novembre, ma è stata filmata solo ieri, sia a causa del pericolo rappresentato da un eccessivo avvicinamento alla zona, sia dalle cattive condizioni atmosferiche.
La nube eruttiva ha superato i 13 km di altezza, provocando notevoli disagi al traffico aereo. Al momento l’eruzione viene seguita con la massima attenzione, la situazione è comunque sotto controllo. Da notare però che parte delle ceneri hanno raggiunto la Scandinavia.
Grimmsvotn significa “casa dei giganti e dei trolls”, ed è formato da una caldera sommersa sotto il vulcano Vatnajokull, il più vasto d’Europa. La caldera, che giace sotto un centinaio di metri di ghiaccio, è sede di un lago, le acque sono calde a causa della presenza di attività vulcanica.
La fusione del ghiaccio fornisce molta acqua al lago, specie nelle fasi parossistiche, come quella che sta attualmente vivendo il Grimsvotn; il lago aumenta progressivamente di volume spingendo il ghiaccio fino ad un punto critico. Superato quel punto, il ghiaccio fonde e forma un fiume che scorre anche per una cinquantina di km sotto il ghiacciaio, confluendo in un fiume più a valle, molto vicino alla strada nazionale numero 1, la famosa ring road.
Nei casi peggiori si hanno gigantesche piene, le drammatiche jokulhaup, descritte anche nel romanzo di Grosso, Apocalisse bianca.
Il 5 novembre del 1996 si ebbe l’eruzione più significativa degli ultimi 50 anni; essa ha distrutto ponti e strade, nulla ovviamente rispetto agli scenari raccontati in Apocalisse bianca, dove la sommatoria con l’altro vulcano il Laki, disposto lungo la stessa frattura eruttiva, una ottantina di km a sud-ovest rispetto al Grimsvotn, produce un’eruzione gigantesca, che costringe le autorità ad evacuare l’isola e l’Europa a sopportate le conseguenze di un lungo inverno “vulcanico”.
La fantasia e la realtà dunque sembrano in qualche modo toccarsi, ma è bene ricordare che nel 1783 l’eruzione del Laki provocò esattamente quanto descritto in Apocalisse bianca; in definitiva di inventato non c’è quasi nulla…
Qualcuno, pensando all’imminente uscita di “Apocalisse rossa”, che avrà come protagonista principale il Vesuvio, ha “accusato” scherzosamente ma non troppo Grosso di fare l’uccellaccio del malaugurio.
Autore : Redazione