L’indice NAM può aiutarci a capire che tempo farà?
Si tratta di un indice che rileva la forza del vortice polare a quote stratosferiche e che, in opportune condizioni e oltre determinate soglie, può risultare determinante nel forzare la circolazione a livello delle quote sottostanti.

L’indice NAM, questo sconosciuto. Cosa significa questa sigla poco conosciuta ma che invece riveste notevole importanza nell’analisi e nella previsione del tempo invernale?
Dall’inglese North Anular Mode, l’indice NAM è la rilevazione descrittiva della differenza tra la pressione atmosferica sulla verticale del Polo Nord e quella delle medie latitudini. Qualcuno obietterà: "Ma non era l’AO, ossia l’Oscillazione Artica a fare già ottimamente questo lavoro?
Vero, ma l’atmosfera non è piatta, bensi tridimensionale, dunque ha uno spessore. L’andamento dell’indice AO difatti rileva il delta (differenza) di pressione al livello del mare, mentre l’indice NAM comprende tutte le quote, dal suolo fin entro la stratosfera. L’indice NAM è un buon mezzo per conoscere pertanto la forza del vortice polare alle quote stratosferiche.
A cosa serve conoscere questo dato aggiuntivo dunque? La risposta viene da un importantissimo studio condotto dagli scienziati Baldwin e Dunkerton. I due studiosi avevano notato un collegamento tra eventi invernali stratosferici e troposferici in seguito ad una anomalia dell’indice NAM alle alte quote.
Avevano constatato in particolare che una anomalia positiva dei geopotenziali in sede stratosferica superiore ad un certo valore (fissato a 1,5 unità) denota un rilevante raffreddamento della stratosfera polare dunque un rinvigorimento dello stesso vortice. Parallelamente avevano inoltre rilevato che il tutto tende poi a propagarsi verso la troposfera entro e non oltre i 60 giorni successivi, vale a dire che entro quel lasso di tempo anche il vortice polare troposferico SPESSO tende a guadagnare potenza approfondendosi.
Viceversa in caso di NAM molto basso, con valori soglia di -3.0 unità, il vortice polare stratosferico risulta alquanto disturbato (flussi di calore in risalita dagli anticicloni subtropicali) e, sempre entro i 60 giorni successivi, può disturbare a sua volta il vortice polare a livello del suolo e far crollare l’indice AO.
Le conseguenze? Con l’anomalia positiva di entrambi gli indici la calotta polare tiene racchiuso in sede artica il gelo da essa stessa prodotto, mentre alle medie latitudini scorrono veloci le correnti occidentali che vanno ad alimentare gli anticicloni subtropicali, favorendo dunque sull’Italia condizioni di bel tempo.
Viceversa indici al ribasso paventano dispersione del freddo artico verso le medie latitudini, con forti contrasti rispetto alla circolazione delle medie latitudini e alto rischio di maltempo e ondate di freddo, talora anche particolarmente severe.
Autore : Team di MeteoLive, adattamento e completamento di Alessio Grosso