Il moderato guasto fra domenica e lunedì
Quale sarà la sua dinamica? Che fenomeni si possono prevedere?
Dopo che per alcuni giorni l’anticiclone delle Azzorre sarà riuscito a stabilizzare l’aria su buona parte della Penisola, a partire da sabato questa figura barica dovrà fare marcia indietro verso l’Oceano, a causa dell’arrivo di una perturbazione atlantica, preceduta da aria tiepida di estrazione tropicale e seguita da aria più fresca.
La caratteristica principale di questa perturbazione è la sua particolare struttura: infatti alle quote medie della troposfera (attorno ai 5500 metri) le correnti fresche che seguiranno la perturbazione si presenteranno molto più tese rispetto al suolo, cosa che non si verifica molto spesso quando la perturbazione stessa si trova in pieno oceano e quindi non ha ancora incontrato ostacoli.
Fatto sta che tale particolare caratteristica farà assumere a questa perturbazione il carattere di fronte freddo di moderata intensità, nonostante la massa d’aria che segue non si trovi a temperature eccessivamente basse.
Cosa ci dobbiamo aspettare allora? Innanzitutto l’avvicinamento del corpo nuvoloso da ovest porterà ad un certo aumento delle temperature fra sabato e domenica a partire dalle regioni occidentali, associato all’incremento della copertura nuvolosa.
Le precipitazioni però si faranno attendere, e non arriveranno prima di domenica mattina sull’arco alpino occidentale, dove assumeranno carattere nevoso oltre i 7-800 metri.
Nel corso del pomeriggio e della sera (sempre di domenica) entrerà in azione il fronte freddo, che per le caratteristiche descritte si farà notare come banda nuvolosa piuttosto allungata e stretta (disposta da N-NE verso S-SW), foriera di acquazzoni e di qualche temporale sulle coste tirreniche; al contrario con tutta probabilità la Pianura Padana occidentale verrà pressoché “saltata” dai fenomeni, anche se vedrà il cielo coprirsi rapidamente.
Eventualmente su questo ultimo aspetto vi aggiorneremo più avanti, visto che questo salto dipenderà dalla effettiva velocità delle correnti in quota.
Comunque tornando in fase di previsione, nella nottata fra domenica e lunedì le schiarite cominceranno ad affacciarsi nuovamente sul nord-ovest, mentre i fenomeni tenderanno a disporsi su una linea che va dal Triveneto alla Sardegna, passando per Emilia-Romagna, Umbria e Lazio; viste le temperature in quota, con 0°C a 1500 metri circa sulla Pianura Padana, con tutta probabilità la neve cadrà attorno ai 700-800 metri sia sulle Alpi orientali che sull’Appennino settentrionale, mentre sulla Dorsale centrale non si andrà al di sotto dei 1000 metri.
Durante la giornata di lunedì la perturbazione attraverserà anche il resto della Penisola, ma si indebolirà gradualmente a causa del “taglio dei rifornimenti” di aria fredda dovuto alla formazione di un nuovo e più intenso sistema frontale sull’Atlantico.
Di conseguenza i fenomeni associati si indeboliranno rapidamente, e rimarranno solo dei rovesci sulle coste dell’alto Adriatico e del Tirreno centrale, mentre sulla Liguria si assisterà già ad un nuovo aumento delle nubi basse dovuto ad un primo debole richiamo di aria tiepida da parte della nuova perturbazione.
Autore : Lorenzo Catania