00:00 15 Gennaio 2014

Il modello americano vince ancora la sfida con l’inglese

L'inglese ha illuso ancora una volta che potesse a breve tornare l'inverno sull'Europa e in prospettiva anche sull'Italia, in realtà, come sostiene l'americano da giorni, la strada è ancora un po' lunga.

Il modello americano vince ancora la sfida con l’inglese

La corrente a getto che spinge come una forsennata tra il 20 ed il 25 gennaio. Il modello americano ha letto correttamente e con molti giorni di anticipo quella che diventerà a breve realtà.

Corrente tesa da ovest significa ancora inverno piatto, niente freddo che si sedimenta sul Continente, anticiclone russo-scandinavo ridicolizzato, ma in prospettiva rallentamenti di tale corrente con affondi invernali moderati da nord anche verso l’Italia.

MeteoLive da giorni segue ed avalla questa linea di tendenza a differenza della grande incongruenza e della scarsa affidabilità che sta dimostrando il modello inglese, bravo nel leggere la situazione nel breve termine, ma spesso falloso e confuso nell’analisi a medio-lungo termine.

L’anticiclone russo-scandinavo con quella veemente e turbolenta spinta del getto in uscita dal Canada aveva ben poche chances di successo, ma l’inglese, ostinatamente, seguitava a prevederne un’interazione con il russo in procinto di spingere verso di noi masse gelide richiamate da eventuali depressioni mediterranee.

Bello il progetto certamente, ma lontanissimo dalla realtà di una stagione in cui il vortice polare ha davvero fatto gli straordinari. Per questo riteniamo una volta di più che il modello americano, specie con le recenti migliorie, risulti più affidabile e preciso del modello inglese nel "leggere" le situazioni nel lungo termine.

Stamane era giusto rimarcare questo solco, che è andato allargandosi sempre più negli ultimi mesi. L’ultima grande performance del modello inglese risale infatti al febbraio scorso, quando riuscì a prevedere con ostinazione il vortice poi responsabile di importanti nevicate al nord, pur con aggiustamenti che poi avvicinarono quella previsione alle emissioni degli altri modelli.

Autore : Alessio Grosso