Il mare: amico o nemico della PIOGGIA?
Ecco come può influire il mare sui fenomeni atmosferici.
Quando si parla di previsione del tempo a livello europeo, la penisola italiana viene etichettata, giustamente, come un Paese dove è molto difficile fare previsioni. Questa difficoltà è dovuta in parte alla presenza di catene montuose che deformano i fronti e bloccano le masse d’aria.
Se però si osserva il comportamento di una perturbazione quando entra sul Mediterraneo, si può notare che il mare esercita un’azione importantisim.
Difatti il Mediterraneo ha una temperatura mediamente più alta di quella dell’Oceano Atlantico e questo consente alle perturbazioni di essere alimentate da questa nuova fonte di energia. Ecco, allora, che un fronte a prima vista innocuo, nel momento in cui entra sul Mediterraneo può trasformarsi in una linea temporalesca che nasce sul posto ed è molto difficile da prevedere.
Questo discorso vale però in autunno ed in inverno, quando la terraferma ha la temperatura più bassa di quella dell’acqua. Il mare, infatti, è come un serbatoio che immagazzina calore durante i mesi estivi e poi lo cede piano piano, a differenza della terraferma che lo cede immediatamente e si raffredda subito.
Quindi nei mesi di ottobre e di novembre, mentre la terra è già completamente raffreddata, il mare conserva ancora un po’ di calore estivo, che è carburante per temporali e nubifragi che saltuariamente investono il nostro Paese.
In primavera ed in estate questo carburante viene in parte a mancare ed allora i temporali prediligono le zone di terra che si riscaldano più facilmente e rapidamente. Il mare, in questo caso, si tramuta in una sorta di stabilizzatore del tempo grazie alla temperatura più fredda delle sue acque e ciò inibisce in parte la formazione di nubi temporalesche.
Autore : Paolo Bonino e Alessio Grosso