Guidi: “ecco la prova che non sono gli aerosol antropici ad aver fermato la crescita termica”
Il meteorologo Guido Guidi analizza un importante documento scientifico circa l'impatto degli aerosol antropici sul clima e ne trae conclusioni assolutamente condivisibili.
"Ormai sembra che sia diventato un gioco, più o meno con cadenza regolare, infatti, escono paper che affrontano il tema della latitanza del riscaldamento globale".
Esordisce così Guidi su www.climatemonitor.it, commentando il tam tam di notizie che si susseguono sui possibili motivi dell’arresto della crescita delle temperature del globo.
La notizia clamorosa è che l’ipotesi aerosol antropici, immessi ultimamente soprattutto dai Paesi in via di sviluppo, in pratica quella più accreditata, è stata smontata.
Continua Guidi: "gli aerosol, derivati diretti della combustione, hanno il potere di schermare la luce solare se sospesi in atmosfera con un effetto simile a quello provocato dalle eruzioni vulcaniche. Ma sono anche fondamentali nei processi di nucleazione, cioè nella condensazione del vapore acqueo e formazione delle nubi, la cui presenza ha sia capacità di schermare la luce solare sia di rifletterla verso lo spazio. Tutti questi effetti, in linea generale, diminuiscono la quantità di radiazioni ricevute dalla superficie del pianeta, il loro contributo è quindi quello di un raffreddamento".
Ma ecco la novità! Un nuovo studio sulla distribuzione spaziale della concentrazione di aerosol mostra risultati totalmente opposti, cioè di riscaldamento, che toglie così ogni possibilità di attribuire agli aerosol la frenata del global warming. Secondo il documento le emissioni sono comunque diminuite in tutti i paesi occidentali, grazie ai regolamenti che ne regolano le emissioni a protezione dell’ambiente, chiaro che invece sia (forse temporaneamente) aumentati nei Paesi in via di sviluppo.
Prosegue Guidi: "il modello che hanno utilizzato per tentare di simulare che simulare il contributo degli aerosol alle dinamiche del clima ha identificato nello spostamento verso l’equatore delle concentrazioni più elevate la ragione del contributo riscaldante anzichè raffreddante. Scendendo di latitudine dall’Europa e dal Nord America verso la Cina meridionale e l’India, infatti, il contributo alla nucleazione degli aerosol, la loro capacità di accrescere la presenza di nubi, sarebbe infatti stato velocemente saturato, limitando molto più di quanto non accaduto in passato alle latitudini settentrionali l’effetto raffreddante. Il black carbon, inoltre, essendo presente sia sotto che sopra le nubi, avrebbe avuto in generale un ulteriore effetto riscaldante".
A questo punto qualcosa non quadra più: la stasi termica che stiamo vivendo da circa 17 anni non può essere stata causata dalla presenza degli aerosol, ma più probabilmente, per dirla con il buon Guidi, "ascritta ad oscillazioni naturali".
Dunque la forza della natura sembrerebbe decisamente più forte del contributo antropico da CO2 nel regolare la temperatura del Pianeta, o no?
Autore : Report di Alessio Grosso