Costa Concordia: dal 15 al 20 luglio periodo ideale per il trasferimento a Genova!
Il bel tempo garantito dall'anticiclone africano potrebbe davvero favorire un trasferimento soft, ma intanto devono essere completate le operazioni per il rigalleggiamento.
L’impressione è che i tempi saranno ancora lunghi, eppure l’occasione atmosferica giusta per trasportare senza patemi la Costa Concordia dal Giglio a Genova starebbe per arrivare. Si, perchè da martedì 15 e meglio ancora da mercoledì 16 sino a domenica 20 il tempo sarebbe perfetto con pochissimo vento, mare calmo e cielo pressochè sereno. Le condizioni ideali per un viaggio così rischioso.
Il problema è che Costa Concordia al Giglio è ancora immersa di 30 metri e dovrà guadagnarne almeno una dozzina per ottenere un pescaggio di 18 metri e mezzo. Solo così potrà poi essere trainata verso Genova, non prima di un breve passaggio per la virata presso l’isola di Giannutri. L’obiettivo è far riemergere entro lunedì 14 altri 4 ponti, dal 6 al 3 compreso.
Bisognerà poi controllare le condizioni della parte della nave riemersa, un’operazione per la quale potrebbero volerci ben più di 24 o 48 ore, rischiando così di perdere tempo e di non sfruttare le perfette condizioni atmosferiche che si dovrebbero realizzare. Si, perchè se domenica 20 al nord tornassero i temporali, sicuramente sul mare non mancherebbe un rinforzo del vento e dunque un rialzo del moto ondoso.
Il grande Nick Sloane non è però una persona che lavora di fretta e vorrà fare le cose in modo perfetto, dunque si aspetterà eventualmente un nuovo periodo di calma piatta. In questa fase dell’operazione sono impegnate circa 300 persone.
Secondo i piani, il 14 luglio grazie al sistema dei cassoni, prima dovrebbe risalire la poppa, poi a seguire la prua, quindi il relitto verrà riportato in assetto e ormeggiato a circa 30 metri a est, verso l’esterno dall’isola. I test di queste ore devono dare un corretto funzionamento degli apparati posizionati sulla nave.
Sempre in base a quanto si apprende Costa spa e consorzio Titan Micoperi hanno predisposto un’analisi delle criticità e dei rischi dell’operazione che in una delle peggiori ipotesi prevede lo scivolamento della nave in una ‘scarpata’ marina di 100 metri di profondità davanti al Giglio.
Autore : Alessio Grosso