00:00 20 Febbraio 2002

Corrente a getto in grande spolvero

In Italia si preparano almeno temporaneamente scenari dominati dai forti venti d'alta quota.

Alle alte quote le strette fasce dove sono concentrate le alte velocità del vento sono state chiamate correnti a getto.
Le correnti a getto descrivono delle sinuosità che seguono in prevalenza le isoipse delle carte in quota, elaborate per il livello corrispondente.

I venti che vi si osservano hanno una direzione che oscilla normalmente tra SW e NW. Da entrambi i lati dell’asse del getto, dove raggiunge il suo massimo, la velocità del vento decresce rapidamente sia in direzione verticale sia orizzontale.

L’esistenza di questo getto è legata alla zona di transizione tra le masse d’aria tropicali e polari.

La latitudine media del getto principale varia con la stagione. Si abbassa in inverno e si alza in estate. Quando la calotta di aria fredda si estende verso sud in inverno, il getto segue il suo spostamento.

Le principali carte in quota utili a verificare l’intensità e la presenza del getto sono:
la carta di 300 hPa, siamo a 9000 m di quota
la carta di 200 hPa, siamo a 12000 m di quota.
Talvolta si individua il getto già a 5500 m cioè nella carta a 500 hPa.
Il tracciamento delle isotachie serve ad unire i punti nei quali il vento soffia con la medesima intensità, ed è un ottimo aiuto per farci comprendere meglio la situazione.
Nella situazione meteo prevista tra domani e venerdì l’impeto del vento sarà notevole ma di breve durata; in quella successiva di lunedì prossimo 25 febbraio, salta all’occhio una poderosa corrente a getto in azione sulla Francia. Una stretta curvatura ciclonica si intuisce laddove i venti piegano a gomito da NW a SW, sintomo della probabile formazione di una saccatura, a cui è sarà associato un sistema frontale.

Se tale situazione venisse confermata sarà logico attendersi un nuovo, rapido anche se breve peggioramento in trasferimento dal nord Italia verso le regioni centro-meridionali.

Oltretutto si tratterebbe di una ferita aperta, una specie di breccia che le correnti polari potrebbero ulteriormente sfruttare nei giorni successivi. La prudenza è d’obbligo. Intanto MeteoLive vi ha segnalato questa eventualità…
Autore : Alessio Grosso