00:00 7 Marzo 2018

CLIMA: declino dell’attività solare più rapido del rialzo termico dalla fine della Peg?

Il sole debole, il raffreddamento del clima: sarà un chiodo fisso? Il fisico inglese Lockwood rilancia ancora ma frena sulle tempistiche.

Michael Lockwood conferma che l’indebolimento dell’attività solare di questi ultimi anni è la più rapida che il sole abbia sperimentato negli ultimi 10.000 anni, anche se è guardingo sulle probabilità di vivere un periodo freddo come quello sperimentato durante il minimo di Maunder.

Lockwood allunga comunque la tempistica entro la quale si arriverebbe a vivere un marcato abbassamento delle temperature medie globali: per lui la metà del secolo in corso. Il sasso è comunque lanciato.

Lockwood rimarca la possibilità che l’emisfero boreale possa raffreddarsi di circa 1°C, non subito ma entro il 2040 o 2050, riportandolo al clima della fine della piccola era glaciale, cioè quello che si sperimentava attorno al 1880.

Il prossimo ciclo solare dovrebbe risultare davvero molto debole, con il sole che per lunghi periodi rimarrebbe senza alcuna macchia. Con la nostra stufetta naturale in leggera "avaria", naturalmente sia il periodo invernale che quello estivo diverrebbero rispettamente più freddi e più freschi, in particolare negli Stati Uniti, ma anche nel nord del Continente europeo. 

Se le macchie solari scomparissero quasi completamente per almeno 20 anni, insomma i risvolti termici in sede europea non mancherebbero  e potremmo assistere ad una nuova parziale avanzata dei ghiacciai alpini. Del resto fu proprio il glaciologo Smiraglia a dichiarare che alle Alpi che una serie di estati fresche avrebbero invertito la rotta di fusione dei nostri ghiacci.
 
In un  simile contesto, in cui tutti o quasi gridano ai danni provocati da un riscaldamento globale paventato senza fine, con la Terra pronta a trasformarsi in una sorta di infuocato pianeta Venere, in cui tutto diventerà estremo con calamità senza precedenti, voci controcorrente mettono in guardia dal problema opposto: se il clima dovesse raffreddarsi ci sarebbe una tremenda crisi dei raccolti e l’uomo sprecherebbe molto più energie per riscaldarsi rispetto a quanto farebbe in un mondo più caldo.

Insomma: un clima perfetto non esiste, nè forse è possibile regolarlo come si fa con il termostato di casa, ma la fase di quiescenza (relativa) del sole, non è certamente da trascurare. 

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Autore : Report di Alessio Grosso