Clamoroso piccolo “ciclone sub-tropicale” nel mar Adriatico, ecco cosa succederà

Quel che stiamo assistendo in questi minuti ha davvero del clamoroso: nel mar Adriatico sta prendendo vita un piccolo ciclone dalle caratteristiche sub-tropicali, un fenomeno che per il Mediterraneo è tipico nei mesi autunnali e non certamente nel pieno dell’inverno.
Ma cosa sta succedendo? Ebbene il ciclone extra-tropicale (tipica perturbazione delle nostre latitudini) che ieri ha preso vita nel mar Tirreno ha dapprima sferzato le regioni del sud con venti tempestosi e forti nevicate fino in collina, dopodiché si è diretto nel mar Adriatico dove si è molto rimpicciolito e, al tempo stesso, ulteriormente evoluto.
Già da ieri pomeriggio era evidente una graduale evoluzione di questo ciclone, mentre scorreva sulle acque del Tirreno. In particolare si poteva riscontrare la tipica "warm seclusion", ovvero l’inglobamento all’interno del ciclone di una grande quantità di calore, la quale ne aveva decisamente rafforzato ogni caratteristica e lo aveva reso molto più temibile (e difatti così è stato se consideriamo i danni causati su Campania e Sicilia).
Adesso questo ciclone si sta evolvendo definitivamente in un vero e proprio ciclone sub-tropicale. Nell’occhio di questo ciclone troviamo temperature leggermente più alte rispetto alle aree circostanti, il che sta ad indicare la presenza di un "cuore caldo", caratteristica tipica dei cicloni tropicali. Tutto merito del calore superficiale emesso dall’Adriatico, che osservato con questa incisività nel pieno di gennaio ha certamente del clamoroso.

Ovviamente viene a crearsi un effetto a catena: il calore marino dona energia al ciclone e attorno all’occhio centrale si sviluppano vere e proprie "torri", ovvero cumulonembi che rafforzano ulteriormente il ciclone donando, al suo occhio, il "calore latente di condensazione", ovvero quel calore sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo in nubi. La formazione dei cumulonembi tutt’attorno all’occhio del ciclone è una caratteristica imprescindibile dei cicloni tropicali. È molto probabile che ci troviamo davanti ad un TLC (Tropical Like Cyclone), paragonabile a tutti gli effetti ad una tempesta tropicale. Attorno a questo occhio il vento medio potrebbe essere compreso tra i 60 e gli 80 km/h, ma è davvero difficile stimarlo, non essendoci strumenti nelle vicinanze.

Comunque possiamo sapere dove sarà diretto questo ciclone: le ultime simulazioni lo vedono diretto su Marche centro-settentrionali e Romagna, dove tra stasera e domani innescherà piogge abbondanti e persistenti su coste e basse quote, mentre oltre i 300 metri causerà nevicate molto abbondanti.

Gli accumuli totali previsti non possono passere inosservati: si prevedono picchi superiori ai 90 mm tra pesarese, riminese, forlivese, il tutto accompagnato da venti di burrasca. La neve dovrebbe spingersi sin verso i 300 metri, ma gli accumuli davvero abbondanti sono attesi nei settori più interni e in montagna: altamente probabile l’arrivo di vere e proprie tempeste di neve sull’Appennino, con accumuli superiori ai 50-70 cm in poche ore.
Dopo aver effettuato il "landfall" sulle coste marchigiane il ciclone inizierà rapidamente ad indebolirsi.
Autore : Raffaele Laricchia