00:00 17 Febbraio 2023

CAMBIAMENTO confermato in terza decade, cosa dicono i tre modelli più importanti?

A partire da metà della settimana prossima il tempo sull'Italia tenderà a cambiare. Cerchiamo di capire in che modo.

CAMBIAMENTO confermato in terza decade, cosa dicono i tre modelli più importanti?

L’alta pressione, a parte qualche piccolo disturbo nel prossimo fine settimana, resterà in sella sull’Italia almeno fino alla metà della settimana prossima. Di conseguenza l’ipotetico cambiamento avverrebbe attorno al 23-24 febbraio. Sotto osservazione una colata di aria fredda di matrice settentrionale il cui obbiettivo segnerà probabilmente le sorti del tempo italico che avremo alla fine del mese. 

I tre modelli più performanti della rete (modello americano, europeo e canadese) confermano a pieno titolo questa modifica della circolazione generale, anche se con modalità differenti. 

Iniziamo con lo scenario ufficiale del modello americano valido per venerdi 24 febbraio, data presa come campione per il nostro confronto: 

Notate l’alta pressione disposta con un massimo in prossimità delle Isole Britanniche. L’aria fredda scivolerebbe sulla Francia, entrando poi sull’Italia attraverso la Valle del Rodano. 

Il nord e il centro Italia si troverebbero quindi sotto condizioni di marcata instabilità con precipitazioni a prevalente carattere di rovescio, che sulle regioni settentrionali potrebbero essere anche di tipo nevoso a quote abbastanza basse; il meridione invece avrebbe un clima più mite e piovoso segnatamente sul lato tirrenico, più asciutto in Adriatico e sullo Ionio. 

La seconda mappa mostra invece l’ipotesi ufficiale del modello europeo valida sempre per venerdi 24 febbraio: 

L’elaborato nostrano pone un ingresso della colata fredda più occidentale rispetto al modello americano, stante il blocco dell’alta pressione presente in pieno Atlantico. Con questa situazone, la nostra Penisola verrebbe interessata da correnti meridionali abbastanza tiepide e piogge soprattutto al nord e sul Tirreno. La neve riguarderebbe solo le Alpi a quote di media montagna, anche se le precipitazioni sarebbero consistenti. 

Lungo il versante adriatico, al sud e sulle Isole dominerà invece un clima mite e scarsamente piovoso stante le correnti di provenienza nord africana. 

Infine, ultimo ma non meno importante, il modello canadese. Ecco l’ipotesi ufficiale valida sempre per venerdi 24 febbraio

L’elaborato canadese è molto simile al modello europeo, con la saccatura sull’ovest del Continente e correnti umide meridionali sull’Italia con piogge al nord, sul Tirreno e la neve relegata alle Alpi. 

COSA DICONO LE RISPETTIVE MEDIE? La media degli scenari europea conferma lo scenario ufficiale, mentre la media degli scenari canadese ed americana pone la colata più ad est rispetto alla tesi deterministica. Ciò significa che l’obbiettivo della colata è ancora molto incerto e servirà ancora qualche giorno per sbrogliare la matassa. Continuate quindi a seguirci! 

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Autore : Paolo Bonino