Autunno ed anticiclone: tempo di NEBBIA…
Per saperne di più sulla nebbia.
Due sono i tipi di nebbia che si presentano in pianura: quella di avvezione e quella di irraggiamento.
La nebbia più frequente è quella di irraggiamento, che è il risultato del raffreddamento notturno del suolo per la dispersione del calore verso lo spazio.
La dispersione è massima con cielo sereno e calma quasi
assoluta di vento. In questo caso gli strati più vicini al suolo si raffreddano più rapidamente di quelli sovrastanti.
La dinamica di formazione di questo tipo di nebbia è davvero fantastica per un appassionato, ma molti punti restano ancora da chiarire.
La nebbia di irraggiamento parte con un banco molto fitto al livello del suolo, complice il forte raffreddamento che avviene subito dopo il tramonto.
Una volta formatosi il banco, la condensazione libera calore, la temperatura aumenta di qualche decimo di grado e il banco si può temporaneamente attenuare, poi riprende, ma la cosa può andare avanti così anche per diverse ore. Invece l’effetto di irraggiamento può dare i massimi effetti all’alba, quando si può sostituire il termine banco con "nebbia sparsa".
In mattinata il sollevamento e la dispersione dei banchi comincia dal suolo, giacchè il calore oscuro da lui emesso provoca un lieve innalzamento della nebbia, e poi dai lati. Tale sollevamento dà origine a strati nuvolosi fin verso i 200-300 m. che, in giornate molto fredde, possono persistere per tutta la giornata.
Nel caso la situazione anticiclonica che ha favorito l’irraggiamento persista per giorni e si acccumulino vaste quantità di nebbia, il fenomeno può risultare esteso e diffuso, come si trattasse di nebbia d’avvezione.
Se l’alta pressione è forte la nebbia può rimanere confinata solo sulle zone pianeggianti più basse o non formarsi proprio, mentre se l’alta è debole, la quota dell’inversione si può elevare: la nebbia si solleva e può risultare fitta a quote collinari, alta in pianura.
Durante il giorno il sollevamento sarà maggiore nelle aree urbane.
La nebbia d’avvezione, che generalmente è il segnale di un peggioramento del tempo, si verifica quando aria tiepida ed umida scorre sopra una superficie fredda: essa può formarsi in qualsiasi momento della giornata nel tardo autunno e in inverno, quando le correnti umide, affluiscono ad esempio in Valpadana.
L’energia della nebbia è il cielo sereno, con l’aumento della nuvolosità la nebbia si dirada, e resta una densa foschia, oppure si salda alla nuvolosità. I cirri sono già in grado di attenuarla, i cirrostrati sono per lei un autentico veleno.
Gli episodi nebbiosi d’avvezione che convogliano la nebbia lungo tutto il territorio, presentandosi un pò con tutte le caratteristiche, durano al massimo 24-36 ore, poi giunge generalmente la nuvolosità del fronte in arrivo e la nebbia se ne va gradualmente.
Infine è da notare come una leggera brezza, innescata dalla differenza di temperatura tra zona nebbiosa e zona con buona visibilità, può diffondere la nebbia.
Autore : Alessio Grosso