Analisi barica e fenomenologica del peggioramento di martedì prossimo
Dopo aver analizzato la debole perturbazione che ci colpirà fra domenica e lunedì, passiamo a quella successiva
Pochi giorni fa avevamo “spulciato” in tutti i suoi segreti la perturbazione in arrivo nella giornata di domenica, dicendo che avrebbe attraversato un po’ tutta la Penisola, indebolendosi gradualmente a causa dell’avvento di un nuovo sistema frontale sull’Atlantico che gli avrebbe “tagliato” i rifornimenti.
In verità il primo corpo nuvoloso subirà un rallentamento più vistoso, e quindi perderà energia ancor prima di interessarci; ecco allora spiegata la frontolisi una volta che la perturbazione sarà arrivata a contatto con l’arco alpino.
Il secondo sistema frontale invece si annuncia in origine molto più intenso; infatti già domenica sarà ben strutturato a tutte le quote sull’Atlantico e punterà diretto verso l’Inghilterra.
La sua alimentazione sarà costituita da aria mite proveniente dall’Oceano in prossimità delle coste statunitensi e da aria fredda dalla Groenlandia e dal Canada.
Lo scontro fra le due masse d’aria fredde genererà un fronte occluso che nella serata di domenica si estenderà fin sull’Irlanda, dove comincerà a piovere con decisione, mentre il vento su tutte le Isole Britanniche rinforzerà fino a diventare violento.
Nella giornata di lunedì il fronte freddo che introdurrà l’aria dal Canada si avvicinerà alle coste spagnole, dove comincerà ad ondulare (a causa dell’incontro con questo “ostacolo”) e ad indebolirsi nella “coda”; infatti con lo spostamento del minimo della depressione dalle coste nord-americane fin verso l’Irlanda, tenderà gradualmente a venir meno l’alimentazione fredda e quindi inizierà la fase di decadimento della perturbazione.
Sarà comunque una morte molto lenta, dato che in quota la “sacca” depressionaria sarà ancora ben alimentata.
In questa fase il tempo comincerà a peggiorare anche sulla nostra Penisola: in particolare da lunedì pomeriggio i primi refoli di vento da SW porteranno banchi di nubi basse sulle coste liguri e toscane, con qualche debole pioggia.
Verso sera comincerà una consistente diminuzione della pressione fra il Golfo del Leone e le Baleari, sintomo dell’avvicinamento del fronte freddo; si attiveranno quindi correnti calde dall’Algeria in direzione del Mediterraneo centrale..
Nella notte fra lunedì e martedì dobbiamo quindi aspettarci una intensificazione del vento ed una sua rotazione da S-SE sulle Isole Maggiori ed il versante tirrenico, con precipitazioni deboli; qualche fenomeno anche sul nord-ovest ( con neve oltre i 600-800 metri).
Nel corso della giornata di martedì e nella mattinata di mercoledì si isolerà una depressione vera e propria nel Mediterraneo, con il rischio di temporali sulle coste di Toscana meridionale e Lazio, precipitazioni diffuse sul resto della Toscana, sull’Umbria ed al nord, con quota neve in leggero rialzo.
A partire da quel momento però si esaurirà definitivamente l’alimentazione di aria fredda dal settore canadese dell’Oceano e quindi alle alte quote la saccatura verrà “spazzata via” dalle forti correnti occidentali, portando ad un graduale spostamento della perturbazione verso est, seguito da un miglioramento su tutta la Penisola.
Su quest’ultimo punto però ci torneremo nei prossimi articoli, in quanto la velocità dei venti alle alte quote a così lunga distanza nel tempo è tutt’altro che ben definita; anzi c’è il rischio che il flusso zonale atlantico non riprenda a basse latitudini ma si spinga più a nord, lasciando la depressione a morire sul Mediterraneo e costringendo l’Italia a rimanere “avvinghiata” nelle sue spire.
Autore : Lorenzo Catania