00:00 11 Marzo 2005

AMBIENTE: tagliare le foreste riduce davvero la pioggia?

Alcuni scienziati australiani ritengono di aver dimostrato attraverso uno studio condotto in Amazzonia che l'abbattimento delle foreste riduca la piovosità.

AMBIENTE: tagliare le foreste riduce davvero la pioggia?

Da sempre MeteoLive si propone come obiettivo di fornire ai suoi lettori la maggior completezza possibile nell’informazione, sia meteorologica, sia climatologica, ambientalistica o scientifica in genere. In quest’ottica e, come al solito, senza la presunzione di avere la verità in tasca, vi presentiamo alcuni risultati di uno studio condotto da alcuni scienziati australiani in Amazzonia sulla possibile relazione tra piovosità e taglio degli alberi. Le conclusioni sono ovviamente lasciate al vostro libero intelletto.

Scienziati australiani si sono affidati ai principi della fisica e della chimica per dimostrare che la perdita del manto forestale riduce la piovosità. La scoperta e’ indipendente dalle precedenti evidenze fondate sull’osservazione e sui modelli computerizzati, e si basa sull’analisi delle variazioni nella struttura molecolare della pioggia lungo il Rio delle Amazzoni.

La ricerca, curata da Ann Henderson, direttore di studi ambientali dell’Organizzazione australiana di scienza e tecnologia nucleare (Ansto) e da Kendal McGuffie dell’universita’ di tecnologia di Sydney, e’ pubblicata sull’ultimo numero della rivista dell’Ansto, ‘Velocity’.

L’obiettivo era di valutare gli effetti dell’impatto umano sul bacino delle Amazzoni studiando gli isotopi raccolti fra il 1970 e il 2000 dalla foresta amazzonica e dalla catena delle Ande. Non tutta l’acqua, spiegano gli autori, e’ composta dalla formula di due atomi di ‘comune’ idrogeno e uno di ‘regolare’ ossigeno.

Circa una molecola d’acqua su 500 ha il secondo atomo di idrogeno sostituito da una versione piu’ pesante detta deuterio. E una molecola su 6.500 include una versione pesante dell’atomo di ossigeno.

Tenendo conto di queste proporzioni, gli scienziati hanno potuto rintracciare l’acqua del Rio delle Amazzoni mentre scorreva fino all’oceano Atlantico, evaporava, veniva risoffiata verso la terraferma dagli alisei per ricadere come pioggia, per poi ritornare nel fiume.

Se da un lato le molecole di acqua piu’ pesanti evaporano piu’ lentamente dai fiumi e dall’acqua sul terreno, dall’altro vengono traspirate piu’ prontamente dalle foglie delle piante. E la traspirazione pompa nuovamente queste molecole pesanti nell’atmosfera.

Lo studio mostra che a partire dagli anni 1970 la proporzione di molecole pesanti trovate nella pioggia sopra le Amazzoni e le Ande e’ diminuita significativamente. L’unica spiegazione possibile e’ che non vengono restituite all’atmosfera per ricadere nuovamente come pioggia, perche’ la vegetazione sta scomparendo.

”Con tanti alberi ormai scomparsi e la foresta degradata, l’umidita’ che raggiunge le Ande ha chiaramente perduto gli isotopi pesanti, che prima venivano riciclati con tanta efficacia”, spiegano gli studiosi.

In media una molecola di acqua cade come pioggia ed evapora nuovamente per cinque volte, durante il suo percorso dall’Atlantico tropicale alla sorgente del Rio delle Amazzoni, nelle Ande.

Le foreste svolgono un ruolo vitale nel mantenere nel ciclo idrico sia le molecole pesanti, sia quelle comuni, ”Tanti hanno osservato che quando si abbattono le foreste piove di meno, ma questa evidenza aneddotica, e anche i modelli computerizzati, non sembrano convincere tutti ”, concludono gli scienziati, ”ma questa e’ la prima dimostrazione che il taglio
delle foreste ha un impatto osservabile sulla piovosita”’.
Autore : Simone Maio