Rieti: quando la previsione diventa una delusione
Questa benedetta neve che ancora una volta ha deluso gli appassionati del Reatino.
I modelli e quasi tutti meteoman erano concordi: giovedì sera (17/1/13) ed entro la notte successiva, neve a quote molto basse sul Lazio! Poi la beffa…cosa non ha funzionato?! Cerchiamo di capirlo! Stavolta ci avevo creduto: alcuni dicevano che Viterbo e Rieti avrebbero fatto il pieno. Da qui i miei dubbi: la mia città, RIETI, eccetto l’anno scorso, ha sempre fatto i “capricci” quando si parla di neve! E dire che mercoledì mattina le cose erano iniziate bene, grazie ad un rovescio nevoso con annessa spolveratina, durata ahimè pochissimo! Poi cominciano le beffe: le precipitazioni del pomeriggio sfilano troppo a sud e niente…”Ok, rimane ancora giovedì!”
Nella prima mappa vedete la situazione prevista da modello americano Gfs per la serata del 17!
L’aria fredda scava una depressione che si approfondisce all’incirca nell’Italia centrale.
Gli ingredienti ci sono tutti, eppure le precipitazioni reali sono molto disorganizzate e poco incisive!
La zone del viterbese è colpita in pieno, il reatino solo sfiorato. Perché?!?! Rieti e circondata dalle montagne ed evidentemente la posizione del minimo stavolta non ci ha favorito. Ho così salvato alcune immagini del radar nazionale delle piogge della Protezione civile, che sono molto didattiche. Iniziamo con la situazione alle 18:30 ora italiana: ecco il vortice depressionario che si muove in senso antiorario come evidenziato dalla freccia rossa. Il primo nucleo abbastanza intenso che si trova sul viterbese si muove verso sud-ovest e finirà in mare aperto, perdendo potenza.
Il secondo, a sud di Roma, prova ad entrare all’interno. Anche il secondo nucleo è ‘allergico’ al reatino e ci evita chirurgicamente!! Noterete che come si sposta all’interno arrivi spompato … punta poi verso l’Abruzzo dove arriverà comunque attenuato.
L’ultima immagine è riferita alle 5.30 di venerdì 18 ed evidenzia chiaramente l’azione di sbarramento dell’Appennino!
Alcuni fronti modesti stazionano tra il viterbese e il litorale romano, mentre quello più attivo in Abruzzo è ‘bloccato’ dell’Appennino. Il versante Adriatico beneficia così del cosiddetto effetto stau, avendo precipitazioni più insistenti e, in questo caso, anche nevose praticamente fino al piano!
Verso le 5 scorgevo qualche fiocco, ma il vento
teso di grecale (da nord-est) era troppo forte. Ormai avevo già capito nella serata precedente che questa non sarebbe stata la nostra occasione. Per vedere neve seria nella mia città ci servono condizioni particolari. Altrimenti la beffa è dietro l’angolo!!! Il fatto di avere le montagne intorno non sempre ci favorisce in questo senso. Anzi, spesso siamo riparati ad est e i fronti da ovest non riescono a raggiungere le zone interne con la stessa intensità!
Almeno noi amanti del freddo possiamo consolarci nel vedere gli Appennini ben innevati, così da gustare paesaggi meravigliosi, come il “nostro” Terminillo!
(Foto di inizio gennaio 2013)
Questo inverno avrà ancora altre cartucce da sparare! E spero che stavolta sia anche il nostro turno!! Del resto il Lazio presenta molti microclimi, con grandi differenze tra loro!
Autore : Eber Morlacchetti