Giornalismo meteo-televisivo molto approssimativo
La preparazione che non c'era.
Dopo un inverno capriccioso, peraltro non ancora terminato, mi appresto a verificare, grazie alle migliaia di pagine web a disposizione, l’andamento del tempo e, per l’ennesima volta mi arrabbio nel constatare quanta improvvisazione vi sia da parte dei giornalisti tv nell’affrontare l’argomento meteo.
Premetto di non essere un esperto meteorologo e neppure un tecnico di qualsivoglia materia scientifica ma un modestissimo ragazzo che dall’età di 12 anni segue con passione l’andamento climatico della sua regione. Nonostante la mia normalissima passione per la musica, discoteche, pub e divertimento, riesco a “sprecare” (come dicono i miei amici) ore intere a consultare siti meteo su internet.
Non dico di essere diventato un esperto, ma dopo tanti anni passati a “correre dietro” agli spostamenti d’orario di “CHE TEMPO FA” di RAI 1, a seguire le impeccabili lezioncine di meteorologia di Guido Caroselli, grazie alla lettura di libri a tema, ed ultimo ma non ultimo, grazie all’abbondanza di persone preparate che gestiscono ottimi siti meteo su Internet, sempre più spesso, e ciò non vuole assolutamente essere un vanto, riesco a “prevedere” con largo anticipo, durata ed intensità di precipitazioni, nuvolosità, irruzioni fredde, temporali e quanto altro.
Spesso i miei amici rimangono impressionati dalla mia passione e dalla mia costanza, ma in fin dei conti la cosa non mi preoccupa affatto… basta fare un cenno di previsione (che poi risulta azzeccata) per lasciare tutti a bocca aperta.
A bocca aperta, a mio modestissimo parere, sempre più spesso vi rimangono i direttori di quasi tutte le emittenti tv italiane, che impressionati dalla minuziosa opera di diffusione dati di internet, sempre più spesso credono che basti consultare due o tre siti per avere previsioni precise ed economiche… Se un profano riesce a fare una previsione attendibile, perchè non possono farlo pure i loro giornalisti?
E così, quello che poteva essere un ottimo strumento di diffusione dati in tempo reale, a me pare stia diventanto la Caporetto dei giornalisti italiani.
Dalle prime ore del mattino i telegiornali o le redazioni giornalistiche fanno a gara a chi prima annuncia l’arrivo del Generale inverno, che guarda caso non è mai un normale inverno, ma a sentir loro deve essere sempre un inverno da guinness accompagnato da Burano, Bise, Maestrale e quant’altro. Se un anticiclone si affaccia sull’Italia, questo sarà sempre l’anticiclone delle Azzorre (perchè è l’unico che gli italiani conoscano) anche quando l’italia è sotto una morsa di gelo dettata dall’anticiclone russo-siberiano!! Se un pomeriggio di marzo a Roma la temperatura raggiunge i 28°C (a causa di forti venti di Scirocco) sarà sicuramente il caso di allertare la paura popolare, minacciando desertificazioni imminenti, siccità oltre misura e fandonie gridate senza riguardo: quante volte ci è capitato di sentirci dire dalla tv, che quella che stava per cominciare sarebbe stata l’estate più calda del secolo?
Per fortuna il tempo è meno impreparato dei giornalisti nostrani ed avendo memoria più lunga di certa gentaglia, ogni anno si ricorda di elargirci i giusti apporti di neve (anche se in maniera un pò disordinata), i giusti apporti idrici (anche se di tanto in tanto si fà un po’ attendere), le giuste temperature (anche se è innegabile che piccole variazioni in positivo vi siano state) ed i giusti venti (pur se qualche volta ci tocca respirare aria un pò insana, ma forse, al tempo, nessuno ha ancora detto quanto siano aumentate nel frattempo l’emissioni inquinanti prodotte dall’uomo).
Mi domando a chi giova tanta approssimazione e leggerezza nell’affrontare tali argomenti e, a quei giornalisti che non hanno mai preso in mano un termometro, un taccuino ed una penna per annotare le condizioni meteo della loro città, vorrei ricordare che esistono siti meteo (fra cui Meteo Italia) dove si possono richiedere i dati meteorologici storici. Se la loro memoria storia si è un pò appannata, farebbero bene a leggere meglio ciò che ha scritto chi meno pigro di loro da tanti anni segue ad ama forse più di una donna, la meteorologia, e non vorrebbe vederla svilire così facilmente.
Autore : Angelo Giovinazzo