00:00 16 Giugno 2006

Il clima del Trentino-Alto Adige

Una breve ricostruzione storica dal 1920 ai giorni nostri.

Il clima del Trentino-Alto Adige

Una varietà di climi che disorienta e stimola

Influiscono sul clima di questa stupenda regione italiana diversi fattori: la struttura orografica con dislivelli anche di quasi 4000 m tra minima e massima altitudine, il carattere di altopiano di alcuni bacini, l’influenza dei ghiacciai, dei laghi, dei fiumi, l’influsso marittimo nella Valsugana ed infine la copertura boschiva.

Possono dunque distinguersi tre distretti climatici: la valle dell’Adige fino a Merano a cui colleghiamo le Giudicarie, il solco del Noce e dell’Avisio, la val Venosta, la valle dell’Isarco e la Pusteria che risentono eccezionalmente del clima del centro Europa. Un fenomeno di particolare interesse nelle vallate é l’inversione di temperatura, che interessa molti fondovalle che rimangono in ombra anche per 3 mesi durante l’inverno.

La località pianeggiante con meno nebbia risulta Arco con un solo giorno all’anno. I giorni di gelo variano da una media di 20 a Trento, sino a 1 a Riva.

Temporali 1921-1970: Trento batte Bozen 25 a 15
I valori precipitativi variano da un minimo di 500 mm ad un massimo di 1900 mm. Tra le zone meno piovose spiccano: la val Venosta, la val d’Ultimo, alcune zone interne della Pusteria, la val di Sole. Tra le zone più piovose la val Lagarina, alcune zone del Garda e Arabba; 1120 mm annui spettano mediamente a Riva come ad Arco, si scende un pò con Trento e Rovereto, solo 1000 mm.

A Silandro in valle Venosta tocchiamo solo i 480 mm contro i 1600 di Passo Rolle. I temporali sono generalmente più frequenti a Trento piuttosto che a Bolzano, con una media annua di 25 contro 15 (dati medi sino al 2002), mentre le grandinate sembrano quasi equivalersi.

Il massimo spessore della copertura nevosa cadeva fino alla metà degli anni 80 nella seconda metà del febbraio; tra il 50 e l’85 il numero dei giorni con nevicate andava dai 20 giorni nelle località più basse fino a 32 in quelle più elevate. La neve, che sovente poteva raggiungere altezze superiori ai 3 metri perdurava di media anche 170 giorni.

Venti e peculiarità della regione

Il mese con il minimo apporto di precipitazioni è gennaio ove in alcune zone non si sono mai superati in 30 anni i 100 mm. San Martino di Castrozza supera comunque, tra il 1956 e il 1970, i 110 giorni annui con precipitazioni, in gran parte concentrate in primavera ed estate. Il foehn, contrariamente a quanto si possa pensare é frequente anche in Trentino: stau e favonio si verificano in alternanza da nord o da sud, ma nei dati statistici presi in esame si notava già negli anni 60 come fosse più frequente la direzione vettoriale NS piuttosto che quella contraria.

La brezza lacustre spazza spesso il lungolago e talvolta rafforza il vento sinottico, cosicché l’influsso dei venti meridionali può talora farsi sensibile nella valle del Sarca. A causa della sua regolarità tale brezza é chiamata “ora”.

Numerosi comunque i micro-climi nelle vallate interne: il limite delle nevicate può variare incredibilmente tra una zona ed un’altra.
Autore : Alessio Grosso