Salviamo Machu Picchu
Un sito archeologico in agonia
Un centimetro al mese. La città abbandonata di Machu Picchu scivola giù un centimetro al mese. Un sorta di morte lenta, lentissima, ma inevitabile, che porterà alla completa distruzione del sito archeologico peruviano.
Questa almeno la catastrofica previsione di un gruppo di ricercatori giapponesi della Kyoto University.
Le rovine di Machu Picchu si trovano a 2.500 metri sul livello del mare, nelle Ande peruviane. Qui gli vivevano gli Inca, e questo era uno dei più importanti centri religiosi di quella civiltà precolombiana.
Ma l’allarme del Disaster Prevention Research sembrerebbe non lasciare spazio a previsioni positive: un centimetro al mese e il monte di Machu Picchu verrà giù portandosi dietro l’intero sito archeologico. Non si sa bene quando accadrà, si sa però che accadrà.
E forse non così lontano nel tempo. La catastrofe potrebbe infatti essere imminente, ha annunciato il professor Kyoji Sassa, a capo del gruppo di ricercatori giapponesi.
Secondo gli studi del professor Sassa la parte più a rischio è quella a ovest. Sarebbe la prima a cedere. Seguita poi dal versante orientale che a quel punto si troverebbe senza più appoggio.
Eppure gli slittamenti del terreno non sono nuovi a Machu Picchu. Già nel dicembre 1995 e nel gennaio 1996 una piccola parte del terreno è franata andando a interrompere la strada di accesso al sito. L’unica via attraverso la quale i trecentomila visitatori l’anno potevano giungere fin quassù.
L’Istituto Nazionale di Cultura peruviano smorza però i toni allarmistici dei ricercatori giapponesi. Smentendo che vi sia un pericolo immediato di scomparsa delle rovine inca. Machu Picchu, secondo le istituzioni del paese, non corre alcun pericolo. E tanto ne sono sicure che il governo ha approvato un piano per la costruzione di un hotel a ridosso di quest’area. Progetto cui tentano di opporsi alcune organizzazioni sia locali che internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite.
Machu Picchu si trova a cinquecento chilometri da Lima; fu scoperta nel 1911 dall’americano Hiram Bingham. Conserva un importante complesso monumentale dell’ultimo periodo inca (tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo) con templi, luoghi di culto e torri, abbandonato dopo l’arrivo dei conquistadores spagnoli. È una delle attrazioni archeologiche più importanti dell’America latina. E ogni giorno viene visitata da un migliaio di persone.
A cura di www.marcopolo.tv
Autore : Redazione