Anche il clima può influenzare la geologia
Secondo alcuni ricercatori esiste un collegamento tra siccità e innalzamento delle montagne.
Quando si pensa alla geologia e ai movimenti che animano il sottosuolo e spostano i Continenti, si tende sempre ad immaginare tempi lunghissimi e tutta una serie di fenomeni che nulla hanno a che vedere col clima.
Solo in casi estremi, come il prosciugamento di bacini chiusi o millenni di prolungata siccità in grado di spaccare in profondità certi tipi di terreno, questa associazione può avere un senso.
Non è quanto sostengono però due climatologi dell’Università di Oxford, Simon Lamb e Paul Davis. Studiando tutti i possibili collegamenti tra condizioni climatiche ed eventi geologici in un tempo brevissimo (40 anni) hanno fatto una scoperta stupefacente, divulgata sul periodico “Nature”.
La cordigliera delle Ande sarebbe cresciuta di diversi metri in seguito ad episodi di freddo intenso e secco sulle coste occidentali dell’America Meridionale.
Come è noto, lo scivolamento della crosta oceanica del pacifico sotto il continente sudamericano, innalza le vette andine fino a circa 5000m. Solo alcune cime spiccano di 1 o 2 km in più.
Come mai questi picchi più alti si trovano tutti al centro della Cordigliera? La risposta sta nel livello di stress cui sono sottoposte le placche sottostanti.
Nella zona centrale, il clima è molto arido e i fiumi sono scarsissimi. Di conseguenza, sulle coste e nella fossa oceanica antistante giungono meno sedimenti, specie quando non piove per lunghi periodi.
Meno sedimenti vuol dire anche minor “lubrificazione” tra le placche in urto e quindi maggiore stress, in grado di innalzare le montagne lì più che nelle zone a nord e a sud ed anche più rapidamente.
Autore : Simone Maio