09:26 9 Giugno 2023

GROSSO: “l’estate che non decolla ha una spiegazione e le prospettive non sono buone”

Quando una stagione prende una piega inusuale...

L’estate è partita con il piede sbagliato e le motivazioni sono molteplici. Si chiama in causa la legge della compensazione che è più altro empirica che fondata su base scientifiche, altrimenti il Sahara non sarebbe un deserto. (Anche se c’è stato un tempo in cui non lo è stato e faceva ancora più caldo di oggi).

L’anomalia che si sta riscontrando poggia innanzitutto su un posizionamento inusuale dell’anticiclone europeo, che da settimane si è praticamente stabilito a ridosso del Regno Unito, determinando una situazione di siccità su tutto il centro Europa. 

La seconda anomalia è legata ad una scarsa risalita verso nord della linea di convergenza subtropicale, cosa che solitamente avviene proprio nel periodo tra giugno e luglio; in questo modo l’anticiclone africano non riesce ad ergersi sul Mediterraneo a a proteggerlo dall’arrivo delle figure depressionarie o dal passaggio di impulsi temporaleschi.

Più che un’anomalia questo sembra quasi un ritorno agli anni 80, quando il caldo vero nella prima parte di stagione si limitava a qualche fiammata, per poi diventare più importante dalla seconda decade di luglio sino alla prima metà di agosto, per poi cedere il passo ancora ai temporali e alla frescura (da qui il detto temporale d’agosto rinfresca il bosco).

La terza anomalia è la facilità con cui si formino depressioni nell’area mediterranea, soprattutto a ridosso delle regioni centrali e meridionali, in risalita verso Emilia-Romagna e regioni di nord-est. Se fossimo stati alla fine dell’estate avremmo vissuto situazioni potenzialmente alluvionali perchè il mare più caldo avrebbe reagito determinando la formazione di nuclei temporaleschi molto potenti e carichi di pioggia abbondante.

Per fortuna ora la "reazione" del mare è timida, contenuta da acque ancora relativamente fresche. 

E come evolverà la situazione? 
Ci sono tre passaggi chiave da qui alla fine del mese che val la pena di prendere in considerazione: 
1 la situazione depressionaria che verrà a configurarsi tra martedì 13 e sabato 17, di cui vediamo qui sotto una mappa d’esempio centrata per metà settimana, dove si vede l’anticiclone delle Azzorre visibilmente sbilanciato verso nord:

2 il passaggio ad una fase più dinamica da ovest con vortici depressionari che, approfittando della scarsa propensione dell’anticiclone a difendere il Mediterraneo, si infilano da ovest sull’Italia centro-settentrionale tra lunedì 19 e giovedì 22 giugno, come vediamo qui sotto:

3 solo sul finire del mese, da sabato 24 in poi, con molta fatica, i disturbi temporaleschi da ovest prenderanno la strada del centro Europa, grazie alla risalita della cintura anticiclonica subtropicale, limitandosi a lambire il settentrione, specie il nord-est, ma è una situazione molto lontana nel tempo, quasi inserita di "default" dei modelli e dunque suscettibile di variazioni. 

La verità è che nessuno sa quando l’anomalia andrà scemando e si tornerà ai caldi estivi abituali. Sino al 20 giugno comunque di caldo vero non ne sperimenteremo, questo sembra ormai assodato.

 

 

Autore : Alessio Grosso