Trombe d’aria su Roma, grandine sui Castelli, neve in Appennino
Succede di tutto nella seconda parte della giornata: ecco nel dettaglio il riassunto dell'interessante giornata di ieri, giovedi 6 maggio 2004.
Il Lazio continua ad essere tra le regioni italiane più colpite da questa anomala ondata di maltempo. Forti rovesci e temporali si sono alternati a schiarite nel contesto di una giornata tipicamente instabile, caratterizzata anche da improvvisi colpi di vento e da un ritorno prepotente del freddo. Le temperature infatti sono letteralmente crollate, facendo rispolverare in tutti la voglia di maglioni e cappotti. Prova ne è stata il ritorno della neve in montagna a quote davvero singolari per il calendario. Ma entriamo nel dettaglio di quanto accaduto ieri, giovedi 6 maggio 2004.
TROMBE D’ARIA SUI CIELI DI ROMA
La grande instabilità che ha governato sui cieli della Capitale ha provocato fenomeni localmente intensi, come il temporale della sera sui quartieri a SE della città. Ma qualche ora prima, sui quartieri ad ovest, diversi tentativi di funnel cloud originati da una cellula
temporalesca non mesociclonica avevano dato forma a tre distinte trombe d’aria, esauritesi in breve tempo, che non hanno toccato terra e che non hanno creato danni per una questione di fortuite coincidenze. Il fenomeno – circoscritto ad un’area gografica prossima ad addensamenti urbani – si è esaurito dopo breve tempo.
TEMPORALE E GRANDINE IN ZONA CASTELLI ROMANI
Un forte temporale si è abbattuto sui quartieri periferici a SE della Capitale nelle ore tardo-pomeridiane, sostandosi e rigenerandosi poi gradualmente in direzione SE. Conseguentemente, la zona maggiormente colpita è risultata essere quella dei Castelli Romani, dell’Alto Pontino e dei Monti Lepini.
Gli accumuli su Roma sono stati modesti (circa 10mm su Ciampino e sui quartieri più colpiti), addirittura molte zone sono rimaste all’asciutto; sui Colli Albani invece si è consumato un fenomeno temporalesco in piena regola, con fulminazioni a ripetizione, acqua scrosciante e colpi di vento. Ma l’elemento caratterizzante è stata la grandine, caduta in discrete quantità in zona Vivaro, dove si sono registrati anche accumuli di alcuni centimetri e dove inevitabili si sono rivelati i disagi per il traffico automobilistico, rallentato anche dagli allagamenti che si sono verificati un po’ ovunque. In circa due ore, sulla zona sono caduti mediamente 25mm di pioggia!
TEMPERATURE RIGIDE
Il 6 maggio 2003 Roma aveva toccato e in più quartieri superato da soglia dei 32°C. A distanza di un anno, la colonnina di mercurio si è trovata letteralmente dimezzata, oscillando tra quota 15 e quota 17 dei vari quartieri capitolini. E stiamo parlando di valori diurni! Infatti, la temperatura minima di Roma è scesa addirittura a 10°C: di fatto, sembra essere tornati indietro di un mese e mezzo!
Ma è stato sufficiente allontanarsi di venti/renta chilometri dalla città per rendersi conto di come in collina, su quote comprese tra 300 e 400 metri sul livello del mare, la colonnina di mercurio abbia toccato valori decisamente inferiori alla norma (6°C in zona Colli Prenestini).
A Frosinone massima di soli 13°C.
RITORNO DELLA NEVE SULL’APPENNINO ABRUZZESE
La quota-neve, inizialmente oscillante tra 1700 e 1900 metri (quote già di per sé interessanti per la stagione), si è rapidamente portata più in basso nel corso della giornata, toccando in serata addirittra i 1300 metri, con accumuli (sui versanti abruzzesi) già da 1500 metri.
Autore : Emanuele Latini