CALABRIA: tragica Epifania…
Due marinai deceduti per assideramento.
E’ la mattina di giovedì, il giorno della Befana, sono le ore 05.30, a circa 6 miglia a sud di Capo d’Armi estrema punta della Calabria, viene lanciato un SOS.
E’ una richiesta di Soccorso che proviene da un peschereccio partito da Trapani e diretto a Crotone. A bordo i 2 marinai esperti indicano alla radio che a seguito di un’avaria al motore, il loro mezzo imbarca acqua e rischia di affondare.
Il mare è duro, spira forte la Tramontana. I bollettini meteo indicano vento forza 7 con raffiche da Nord forza 8-9, onda 3.0 metri, condizioni decisamente impegnative, anche per “lupi di mare”.
Si interrompono i collegamenti; quasi in contemporanea parte da Reggio una motovedetta, seguita da un’altra e da alcuni mezzi aerei. Per 48 ore si cerca l’imbarcazione senza risultato. Sabato vengono trovati dei relitti e, alcune miglia al traverso di Catania, si ritrovano in acqua le salme dei due marinai, deceduti per assideramento.
Il ritrovamento avviene a 40 miglia di distanza dal punto segnalato al momento della richiesta di soccorso, infuriano le polemiche sulla tempistica e l’organizzazione dei soccorsi. Stupisce che i corpi siano apparsi a grande distanza dal punto dell’avaria.
Vengono alla mente situazioni simili, non rare in Calabria, regione con più di 700 km. di coste. Non sono poche le richieste di soccorso sul versante tirrenico quando spira vento da est: da queste parti quando sale lo scirocco, spira con raffiche superiori a 30 nodi e subito diventa tutto assai impegnativo, duro, difficile. Chi si è travato in mare con il mezzo in avaria, in queste particolari condizioni racconta di aver percorso circa 10 miglia in 12 ore.
In mare contano le esperienze vissute; anche in questa circostanza, con un forza 7 rafficato la stima ha trovato conferma.
Autore : Ugo Notaro