00:00 9 Gennaio 2001

FREDDO, CALDO, FREDDO, CALDO…… IL GIOCO DEI MODELLI DI PREVISIONE

NESSUNO SA QUALE DESTINO CI ATTENDE IN QUESTO INVERNO IMPREVEDIBILE

FREDDO, CALDO, FREDDO, CALDO…… IL GIOCO DEI MODELLI DI PREVISIONE

E’ ormai appurato: nemmeno i modelli di previsione riescono a stabilire con una certa sicurezza il destino delle correnti dirette verso la nostra penisola nei prossimi giorni ; apparte una stabilità fino al 12 gennaio, il resto continua ad essere un rincorrersi tra possibili ondate fredde o ritorni caldi e il tutto sistematicamente ripetuto a giorni alterni: ondata calda ieri, fredda oggi, calda di nuovo domani?

L’incertezza è tanta anche perché la stagione si sta rivelando molto diversa da quelle che l’hanno preceduta, senza dimenticarsi che le componenti in gioco nello scacchiere mediterraneo sono molte: l’Africa, l’Atlantico, l’Est, e tutte entrando nel nostro bacino subisco per motivi orografici e termici notevoli variazioni poco prevedibili a lunga scadenza, ma anche a media risultano ostiche ogni tipo di previsioni attendibile, ed ecco che ci si trova sballottati tra vittorie calde o fredde a seconda delle interpretazioni che giornalmente si fanno di dati e comparazioni varie relative a periodi precedenti che abbiano una qualche similitudine con l’attuale.

Non solo si notano differenze tra un modello e l’altro per lo stesso periodo di previsione fatto nello stesso giorno, ma lo stesso modello ogni giorno per i giorni susseguenti inverte la rotta precedentemente attuata e ci riporta la speranza di un freddo tanto atteso, mentre magari il giorno prima valutava il ritorno di correnti sciroccali o di anticicloni stabili di matrice africana, levandoci ogni speranza di vedere l’inverno trionfare finalmente sull’autunno che ormai si protrae da lungo tempo.

Il tutto rende veramente snervante il lavoro di coloro che, anche solo per hobby cercano di dare ad amici e conoscenti più o meno influenzati dai destini climatici futuri per le loro attività, una linea di condotta coerente per il tempo meteorologico futuro.

Personalmente mi è capitato di tirarmi addosso le ire funeste di un caro, spero ora non meno, amico che lavorando in appalto con spazzaneve e mezzi di sgombero mi aveva chiesto future previsioni per l’inverno, ed io pur avendo premesso la difficoltà oggettiva di una previsione mi ero sbilanciato dando per il periodo natalizio possibilità di neve nella regione Marche fino a quote relativamente basse per il periodo prenatalizio e di nuovo per la fine dell’anno e di lì un susseguirsi di eventi nevosi.

Questo avvalendomi della quasi certezza che lo stratwarming mi sarebbe venuto in aiuto regalandoci un ritorno del 1985 in pompa magna, come se ricordate si prospettava già ai primi di dicembre, riempiendo di false promesse gli animi di chi tanto ama l’inverno nella sua forma più vera e glaciale.

Purtroppo ormai sappiamo che lo stratwarming ha puntato i suoi occhi sull’America e ben poco ne è rimasto per l’Europa che si trova ad affrontare una stagione a dir poco strana: il nord sotto un tempo invernale ed il sud in un autunno che a tratti sa di primavera, il tutto condito da particolarità settoriali che rendono la stagione “anomala” sotto ogni punto di vista.

Ma come ripeto sempre, e continuerò a farlo fino a sembrare noioso, l’uomo non conosce ciò che è nato molto prima di lui, e la speranza di poter pianificare un trimestre climatico prevedendolo con buona approssimazione, resta una chimera che difficilmente potrà raggiungersi presto, e nemmeno con i mezzi più sofisticati l’uomo riuscirà in uno dei sogni che come l’eterna giovinezza restano irrelizzabili: poter condizionare il clima in base alle esigenze umane.

Quindi non ci resta che far buon viso a cattivo gioco e leggere le carte di previsione con flemma professionale, sapendo che in un certo senso sono come le previsioni astrali: danno linee di massima, ma non certezze inconfutabili.
Purtroppo la meteorologia è e resta una scienza …. inesatta.
Autore : Costantino Meghini