Conferenza di Kobe, proroga al taglio delle emissioni, ora l’obiettivo è il 2050
Nuovo balzello nei provvedimenti da prendere sul tema emissioni di CO2. Constatata l'impossibilità di attuare quanto prospettato dal protocolo di Kyoto, l'assemblea del G8 ha diluito nel tempo gli sforzi puntando ora al 2050
“Il clima è malato”, “I poli si sciolgono, gli oceani si sollevano”, “Non c’è tempo da perdere”, queste sono alcune tra le affermazioni più gettonate diramate a raffica dagli organi ufficiali dell’ONU, IPCC in testa, e da tutto il seguito di giornalisti ed esperti.
Parrebbe imminente la fine del mondo o meglio, per dirla con le parole del nostro Capo Redattore Alessio Grosso, l’Apocalisse! Ergo la logica conseguenza sarebbe quella di darci immediatamente un taglio a tutto quanto ci ha presumibilmente portato sull’orlo di questo baratro.
Da un confine all’altro della Terra si riuniscono politici, autorità, esperti per cercare di trovare la soluzione più rapida ed esaustiva visto che, secondo loro, il tempo stringe e allora quali sono ora le conclusioni?
Tutto slitta. Di quanto? “Solo” di una cinquantina d’anni. La domanda risulta a queswto punto spontanea: “Non sarebbe il caso che questi signori, probabilmente sottoposti a stress da calore da effetto serra, si rinfrescassero un po’ le idee?”
In verità il convegno ha chiuso i battenti non senza prendere provedimenti. Il testo redatto dall’Assemblea infatti ventila in modo indiretto e annacquato la raccomandazione di ridurre entro il 2020 le emissioni tra il 25 e il 40%. I Paesi europei, le Nazioni Unite e le organizzazioni ambientali si sono pronunciate naturalmente per un impegno in questo senso.
In particolare l’Unione Europea ha fatto sapere “a voce” di volersi impegnare alla riduzione delle emissioni dei cosiddetti gas ad effetto serra del 20% entro il 2020, a patto che anche gli altri Paesi industrializzati giungano allo stesso obiettivo entro un tempo ragionevole. Ragionevole? Naturalmente Cina e Stati Uniti hanno fatto orecchie da mercante e tutto è finito in alto mare.
Autore : Luca Angelini