ANGELINI: la neve a impatto zero non esiste
Sta diventando sempre più frequente additare il Meteorologo quale capro espiatorio per mascherare l'incapacità o carenze che invece vanno ricercate altrove.
REDAZIONE: allora Angelini, l’ondata di gelo siberiano volge al termine ma non le polemiche.
ANGELINI: solitamente le polemiche vengono sollevate da chi non è all’altezza, da chi vuole mascherare la sua incapacità nel gestire un’evento anzichè ammettere di avere sottovalutato lo stesso.
REDAZIONE: quali sono state le mancanze riguardo la prima nevicata romana?
ANGELINI: non sta certamente a me giudicare l’operato degli altri. Dal punto di vista delle previsioni meteorologiche posso affermare che i bollettini diramati dai vari Servizi Meteorologici sono stati corretti. Nulla è dunque da addebitare al Meteorologi.
REDAZIONE: con la risonanza mediatica sempre più ampia i Meteorologi vengono sempre più spesso messi sotto accusa per la mancata cura nel redigere i bollettini o nel diramare le previsioni.
ANGELINI: il Meteorologo sta diventando sempre più spesso il capro espiatorio di errori commessi da altri. Basti pensare che con gli strumenti attualmente a disposizione una previsione fino a 48-72 ore può essere considerata attendibile nel suo complesso anche fino al 90 per cento. E’ chiaro che può capitare quel 10 per cento di scoperto in cui una previsione può rivelarsi errata o inadeguata. Teniamo presente comunque che nell’arco di un anno, fa di certo più clamore una previsione errata che 364 previsioni corrette. Da qui l’ingiusto "dagli all’untore".
REDAZIONE: può essere anche un problema di interpretazione?
ANGELINI: certamente. Il "parlare meteorologico" presuppone quantomeno un’infarinatura generale della materia. Ma nelle scuole non si fa niente, su televisioni e giornali le previsioni meteorologiche sono messe alla stessa stregua dell’oroscopo. Fino a qualche anno fa in Italia non c’erano corsi universitari che formassero Meteorologi, oggi si salta dal Liceo (dove non si accenna neanche alla Meteorologia) direttamente alle Facoltà di Fisica dell’Atmosfera e Meteorologia, che tra l’altro si trovano solo a Roma e Bologna. Le carenze in materia sono l’ovvia conseguenza di questa misconoscenza. Il tam tam tra la gente, anche confusa dalla molteplicità dei prodotti reperibili su internet, magari graficamente semplici, ma qualitativamente scadenti, fa il resto. E i risultati sono quelli del parapiglia e degli scaricabarile tra coloro i quali hanno compiti gestionali e non hanno saputo interpretare semplici messaggio meteo.
REDAZIONE: si è trattato di un evento eccezionale?
ANGELINI: quello di Roma no ma nell’era della tropicalizzazione selvaggia molti si sono scordati che in una grande città la neve a impatto zero non esiste. L’eccezionalità si è avuta invece in Romagna, nelle Marche, nelle zone appenniniche della Toscana, in Abruzzo, in Molise, in Basilicata. Ma ora andate a ritroso a leggervi tutte le nostre pagine a partire dall’ultima settimana di gennaio e diteci: chi mai potrebbe anche solo pensare che questa ondata di gelo e di neve non fosse stata a suo tempo correttamente prevista?
Autore : Redazione