00:00 4 Febbraio 2001

Il Gennaio “serra” in Toscana: in 80 anni soltanto due volte ha fatto più caldo a Prato

Come è stato il finale d'inverno nei dieci anni simili a questo

Il Gennaio “serra” in Toscana: in 80 anni soltanto due volte ha fatto più caldo a Prato

Facciamo un bel processo a questo gennaio “serra” in Toscana, con la speranza di un febbraio riparatore. Le medie parlano chiaro. Dai dati in nostro possesso (si riferiscono a Prato ma con qualche ritocco potrebbero far fede per tutte le zone di pianura del bacino interno dell’Arno), è stato il secondo più caldo degli ultimi 40 anni dopo quello del 1988.

La media (8 gradi tondi) è stata superata negli ultimi 80 anni soltanto tre volte. Particolarmente mite la media delle minime: 5,2, circa tre gradi oltre la norma. In questo mese la temperatura non è mai scesa sotto lo zero, fatto accaduto soltanto tre volte negli ultimi 80 anni: nel 1921, 1936 e 1974.

Complessivamente, questo inverno fino ad oggi ha racimolato appena 2 gelate, un vero record. La giornata più fredda è stata il 15 gennaio, con una massima di 2,2: in quell’occasione si è rivisto un po’ di ghiaccio, nonostante una minima positiva di 0,3. La neve il 17 è caduta vicino alla città, tra la Valbisenzio e il Mugello, sopra i 300 metri di quota. Solo una toccata e fuga. Il 30 ha spruzzato intorno ai 600 metri.

Per il resto, abbiamo assistito alla danza ripetitiva delle perturbazioni atlantiche che, per ben due volte il 7 e 25 gennaio, sono state precedute da intensi riscaldamenti di marca africana. In queste due giornate la massima ha toccato rispettivamente i 15,2 e 15,1 (17 a Firenze), mentre la minima ha sfiorato i 12.

E’ stato un mese discretamente piovoso, ma neppure troppo: 123 millimetri, poco sopra la media di gennaio. La mitezza dell’aria è dipesa anche dal cielo costantemente nuvoloso, che non ha consentito forti irraggiamenti notturni, anche nei periodi di pressione relativamente alta. Sul bollettino non compare neppure un giorno classificato come “sereno”: questo è un vero e proprio record.

E’ stato anche un mese discretamente ventoso, con grande prevalenza del NE. Ma questa è una caratteristica tutta pratese. La tramontana ha provocato numerosi danni e blocchi alla circolazione per alberi caduti il 13 e 14. Il 26 si è avuto un breve rovescio di grandine.

Condannato gennaio per “omicidio dell’inverno”, con l’aggravante di averci illuso per quattro giorni, cosa avrà ancora da raccontarci questa stagione? Detti e proverbi si sprecano, proprio il 2 ricorre la Candelora. Ma anche le più scientifiche previsioni a lungo termine non aiutano a dissipare le incertezze. Invece di tentare previsioni arrischiate, andremo a vedere quello che è successo nel passato in situazioni analoghe: ciascuno potrà trarre le conseguenze che crede.

Abbiamo preso in considerazione solo gli anni in cui dicembre e gennaio hanno superato i 7 gradi di media. La carrellata ci ha consentito di trovare, negli ultimi 80 anni, dieci inverni con queste caratteristiche: 1920-21, 27-28, 35-36, 55-56, 76-77, 81-82, 87-88, 93-94, 95-96, 97-98. Balza all’occhio la presenza di ben quattro accoppiate “calde” (con quest’anno) nell’ultimo decennio, ma questo è un altro discorso che ci porterebbe troppo lontano. Prima conclusione: febbrai sotto la media e sopra la media si dividono la posta a metà , quattro contro quattro. Negli altri due casi il mese è stato perfettamente nella norma.

Insomma, pare non sia possibile riscontrare nessun principio di continuità o compensazione utile, per lo meno, a una previsione su base statistica. Nel 1921, 1928, 1956, 1982, 1988, 1994 e 1996, quindi nella maggioranza degli anni, febbraio è stato effettivamente il mese più freddo dell’inverno. Ma solo nel 1956 il gelo è piombato in maniera davvero clamorosa. Il 16 febbraio minima a -10,4, un valore rimasto imbattuto a Prato fino al gennaio ’85. Per 24 giorni su 29 il termometro è sceso sotto lo zero e la media mensile (non delle minime) di più 0,5 è un record secolare difficilmente ripetibile .

Quell’anno nevicò a più riprese in collina e in città e il freddo continuò imperterrito per una ventina di giorni in marzo, contagiando anche la prima decade di aprile.
Piccoli surrogati di quell’inverno maiuscolo li abbiamo avuti a fine febbraio 1982, fine febbraio-inizio marzo 1988 e soprattutto nel 1996. Cinque anni fa febbraio ritrovò l’inverno perduto (con nevicata il 21), che proseguì nella prima decade di marzo. Il tutto però, con valori di freddo moderati, niente a che spartire con l’outsider ’56.

Il 1994 ha avuto un andamento un po’ diverso: febbraio dal “cuore di ghiaccio”, cioè una seconda decade davvero gelata. In marzo sembrava arrivata l’estate e invece la prima parte di aprile ci riportò il freddo e la neve in collina. L’inverno 1998 si fece perdonare gli scarsi apporti di freddo con un marzo davvero pazzo, che alternò blitz polari da pieno inverno ad assolati tepori primaverili.

Poco da dire sugli altri anni: nel 1936 e 1977 l’inverno si perse per strada senza più ritrovarsi, anche se pagammo cotanta grazia, nel primo caso con un’estate incerta e un ottobre da “sturm und drang”, nel secondo con un’estate e un settembre da dimenticare.
Autore : Francesco Albonetti