A.A.A freddo cercasi!
Stagione invernale sempre più in agonia. Il freddo (quello vero) è rintanato oltre gli Urali. Si salva solo la parte della Scandinavia.
C’era una volta l’Inverno Russo, con i suoi -20° estesi a buona parte dell’Europa orientale. Il serbatoio gelido presente in zona era la linfa vitale per il famoso “Anticiclone Russo-Siberiano”. Questa figura barica, di tanto in tanto, allungava la sua longa manus verso l’Europa centrale ed il grande freddo arrivava anche da noi.
Ora la sitiazione, manco a dirlo, è cambiata. Siamo alla fine del mese di gennaio, periodo statisticamente più freddo per il nostro Continente…e l’inverno ancora una volta latita!
L’alta pressione del fine settimana ha praticamente distrutto la stagione dal punto di vista sinottico, portando valori di geopotenziale simili al mese di luglio sull’Europa centro-occidentale.
Ora, piano piano, si tenterà di ricostruire l’inverno, ma con le premesse attuali l’impresa sembra quasi impossibile.
Le frequenti rimonte dell’alta pressione sub-tropicale che abbiamo avuto negli ultimi 15 giorni hanno centrifugato aria mite su buona parte del nostro Continente. E’ vero, ci sono le inversioni termiche a livello del suolo, ma ciò non basta a salvare il salvabile.
Se osserviamo le temperature della notte passata, ci rendiamo conto che la stagione è già in debito di ossigeno. La città di Mosca sfoggia un misero -5°.
Per trovare il freddo dell’est ci si deve spingere oltre la catena degli Urali!!
Fa freddo in Francia, ma è un freddo dovuto alle inversioni termiche. Basta salire di un centinaio di metri per avere valori primaverili.
L’unica zona “messa meglio” da questo punto di vista sembra essere la Finlandia. Qui spiccano valori anche di -14°, nella parte alta del Paese.
Insomma, il quadro termico presente in Europa ( eccezion fatta per le inversioni) non è di conforto per una resurrezione di questa tanto martoriata stagione.
Qualcosa negli ultimi mesi fortunatamente si è visto, ma indubbiamente non è bastato per colmare tutte le lacune pluviometriche e nivometriche, indotte dalla sempre più pressante azione dell’alta pressione sul nostro Paese.
Autore : Paolo Bonino