Il nord Atlantico si raffredda: conseguenze per l’Artico?
Probabilmente si.
Continuano a calare le temperature superficiali del nord Atlantico. Abbiamo già fatto notare come la Groenlandia abbia mostrato un aumento della massa ghiacciata.
Da qui a poco potrebbero esserci ripercussioni anche su volume ed estensione dei ghiacci artici. Segnalazioni dell’istituto danese di rilevamento ci dicono peraltro che sul volume la situazione è in constante miglioramento negli ultimi mesi, tenendo presente che stiamo comunque per raggiungere la massima fase di fusione ed ablazione della massa ghiacciata al Polo.
Le catastrofiche previsioni di una fusione completa dell’Artico entro il 2020 erano fantasie.
Pare invece di notare una certa stabilizzazione, anche se una ripresa clamorosa come quella groenlandese forse bisognerà attendere ancora un po’.
Non dobbiamo però credere che tutto questo dipenda dalla temperatura dell’aria, ma è nostro preciso dovere guardare alle correnti oceaniche, solo così avremo un quadro più chiaro e corretto della situazione.
Le scoperte di un team guidato da David JR Thornalley del Department of Geography, University College di Londra, pubblicate su Nature mostrano che il contenuto di calore del Nord Atlantico da zero a 700 metri di profondità si è raffreddato in modo importante dagli anni 50 ad oggi e la cosa non è affatto trascurabile.
Autore : Report di Alessio Grosso