00:00 20 Febbraio 2001

Il giorno più bello della mia vita

IN QUEI TEMPI ABITAVO CON I MIEI GENITORI IN UN PICCOLO PAESINO SULL'APPENNINO REGGIANO DI NOME "VALESTRA" a 933m

Il giorno più bello della mia vita

Una storia di neve indimenticabile.

Erano le ore 7.30 del 3 marzo del 1985 , mi sveglio e come tutte le mattine una sbirciatina alla finestra per vedere il cielo cosa promette e uno sguardo al termometro, e…quella mattina tutto prometteva bene…(il cielo bianco, la nebbiolina, i primi fiocchi di neve che scendevano disegnando mulinelli, e la temperatura che segnava -1, calma di vento.

Io, felice, mi siedo a tavola con i miei genitori e la mia nonnina che rivolgendosi ai miei genitori dice: “oggi sarebbe meglio che Ivano(io) non andasse a scuola..nevica ..non si sa mai…
Al che mia madre esclamo’ : “oh per due fiocchi di neve…Poi oggi non deve nemmeno prendere la corriera che lo porta a scuola.
Lo porterà Giuseppe (che sarebbe mio padre che quel giorno lavorara nel paese in cui io andavo a scuola).

Al che si parte alle ore 8.00 per arrivare alla scuola che dista 7 km, e nel tragitto dal cielo si scorgevano zone luminose.
Mio padre disse: oggi c’e’ aria di sole, non ne viene di neve(le ultime parole famose)..e io un po’ contrariato perchè volevo che nevicasse, rimpiangevo di non aver visto in tv le previsioni del tempo, mio appuntamento quasi quotidiano.

Arrivammo a scuola e nell’attraversare la strada una violenta folata di vento mi fece cadere il cappellino , ed è da li a poco che si sarebbe scatenata la tormenta di neve piu’intensa e forte che i miei occhi abbiano mai visto.
Infatti dopo pochi minuti dal mio ingresso a scuola, la nevicata divenne sempre piu’ fitta e il vento sempre piu’ intenso e io che quel giorno mi appostai in un banco vicino alla finestra, non vi dico la gioia che provai nel vedere come il vento e la neve stessero trasformando il paese in un luogo siberiano .

Alle 11.30 arrivò in classe il Preside e ci annuncia che la prefettura ha dato ordine di chiudere le scuole.
Subito un boato di gioia esplode nella classe; fino a quel momento era difficile da stabilire per le dune formate dalla neve, stabilirne l’altezza.

Alle 12.30 arriva mio padre per portarmi a casa con la mitica R4 attrezzato di catene e quel viaggio di ritorno a casa fu bellissimo infatti la neve ammucchiata dal vento in alcuni punti della strada raggiungeva anche il metro di altezza ma essendo leggera come polvere riuscivamo a passare incolumi, in quanto i mezzi spartineve non riuscendo a pulire tutte le strada davano precedenza alle arterie principali e non sul nostro tragitto.
E come in un “Camel trophy” alle 13 circa arrivamm a casa.

Nel pomeriggio la nevicata aumentò di intensita’ e arrivò al suo culmine massimo alle ore 17, mentre io attrezzato con tuta da sci mi tuffavo dal muro del mio giardino sui mucchi di neve formati dalla neve, felice come mai, ma proprio in quegli istanti…altro colpo di scena nel tornante prospicente casa mia un mezzo spalaneve, causa un altissima duna di neve formata dal vento, si pianta e, nel tentativo di passare, si intraversa e finisce con la parte posteriore nella scarpata, al che inevitabilmente si blocca la circolazione stradale fino alle 22.00 quando le ruspe sono arrivate in soccorso del povero spartineve ..

Alle 23.00 la neve smise di cadere e io felice per una giornata indimenticabile mi coricai a letto, e l’indomani, nella paura fosse stato tutto un sogno, mi precipitai alla finestra e lo spettacolo che mi si presentò lo auguro a tutti gli amanti della neve come me: era tutto sommerso, pini, alberi, siepi alte fino a due metri erano scomparsi.
La porta d’ingresso sepolta, i tetti delle case sembravano dei gelati dato che il vento aveva formato creste, dune ecc.

Il giorno dopo in una zona riparata dal vento, io e mio padre abbiamo misurato la neve depositata e quando abbiamo appurato che aveva raggiunto un’altezza di 165 cm, ci siamo ricordati di quello che mi aveva detto la mattina prima e ci siamo fatti una bella risata.

Avevo tredici anni e ora ne ho 29 ma l’amore per la neve è sempre lo stesso, scusate se l’italiano è un po’ imperfetto ma penso di aver reso l’idea di quel giorno indimenticabile!
Autore : Ivano Meglioli