00:00 27 Dicembre 2012

Carte pazze per l’Epifania…

In attesa di capire se potranno esserci risvolti invernali importanti dallo stratwarming che si sta realizzando sulle zone polari, proviamo a fare qualche ipotesi pazza per l'Epifania.

Carte pazze per l’Epifania…

E’ davvero una delle poche opzioni fredde in grado di offrire stamane il modello americano nelle sue corse alternative: questo evidenzia come sia difficile (ma non impossibile) che per l’Epifania il freddo possa sbarcare in grande stile sul nostro Paese.

Se inverno vero ci sarà, questo potrà piombarci addosso forse nella seconda o terza decade di gennaio o magari anche più in là, chissà. Fintanto che comanderà la corrente a getto, pur con qualche breve frenata, il tempo sarà comandato da correnti certamente non fredde in arrivo dall’Atlantico.

Esse, muovendosi però alle latitudini dell’Europa centrale, non riescono ad influenzare in modo netto il tempo di tutto lo Stivale, ma solo del settentrione. Naturalmente tutto viene edulcorato dalla presenza dell’anticiclone subtropicale, più "ciccione" che mai in questo periodo.

Una frenata del getto può comunque consentire alle saccature di penetrare in modo più netto sul bacino del Mediterraneo. In mezzo a tutti questi treni in corsa (le perturbazioni) e ai giganti anticiclonici, ecco inserirsi un’ipotesi molto diversa, che prevede un’accentuazione degli scambi meridiani per l’Epifania, con l’alta pressione pronta a salire di quel tanto che basta verso nord per innescare una discesa d’aria fredda verso l’Italia, con anche qualche ripercussione nevosa lungo l’Adriatico e sulle zone alpine di confine sino a quote basse.

Il modello inglese sposa quest’ipotesi in modo quasi "ufficiale", mentre come vedete l’americano la "vede" solamente nelle corse diciamo di contorno, senza peraltro attribuirle grande importanza. Quella che vi postiamo è infatti l’unica vera corsa che preveda un ingresso piuttosto franco del freddo da nord-est e qualche conseguenza nevosa al centro-sud, come detto soprattutto in Adriatico.

La realtà resta comunque quella legata ad un flusso perturbato mite con l’anticiclone pronto a chiudere ulteriormente gli spazi, regalandoci una fase stabile proprio tra il 3 ed il 10. Presto capiremo chi avrà ragione.

Autore : Alessio Grosso