Durante il prossimo fine settimana si entrerà nel secondo mese della primavera meteorologica, ovvero aprile, sul quale sono riposte molte speranze piovose.
Le mappe in nostro possesso contemplano la possibilità di episodi instabili, ma non c'è un filo comune che le lega. In altre parole, se si esaminano i due modelli più performanti della rete, ovvero il modello americano ed europeo, si notano differenze macroscopiche in merito agli accumuli piovosi attesi in Italia per i prossimi 10 giorni.
Iniziano con il modello americano, che risulta abbastanza ottimista in fatto di pioggia. La sommatoria delle precipitazioni arriva fino al 7 aprile.
Quasi tutta l'Italia, secondo questo elaborato, dovrebbe ricevere la propria razione di pioggia. In evidenza le Marche, con 110mm previsti, la Liguria centro-occidentale con oltre 100mm ed i settori di confine con la Val d'Aosta che potrebbero accumulare 90mm. 50-60mm sarebbero altresì possibili sul medio e basso Tirreno e 45mm tra il sud della Calabria e il Messinese, in Sicilia.
Insomma, una discreta razione d'acqua quasi per tutti.
Il modello europeo invece non la pensa assolutamente così. Ecco la sommatoria delle precipitazioni attese sempre fino al 7 di aprile:
Secondo l'elaborato nostrano, solo i settori alpini di confine farebbero registrare accumuli piovosi consistenti e compresi tra 70 e 90mm. Le altre aree avrebbero invece precipitazioni piùttosto scarse: 35mm tra il Messinese e la Calabria, 30mm tra le Marche e l'Abruzzo, 25mm su Liguria e Sardegna orientale. Su tutte le altre regioni piogge molto scarse o nulle.
Chi avrà ragione? Secondo noi ad avere più possibilità di successo è il modello europeo, alla stregua di ciò che è successo spesso in passato. Si spera ovviamente che questa volta l'andazzo sia diverso e più incline al modello americano.