L’editoriale di GROSSO: “gennaio sarà più dinamico, ma il lettore aspetta la neve!” Verrà?
L'andamento dell'inverno e tanto altro nell'editoriale natalizio di Alessio Grosso.
REDAZIONE: Grosso, la gente che ci legge cosa cerca nelle previsioni?
GROSSO: cerca il sole se deve partire, il caldo ma anche i temporali d’estate, il freddo di inverno se è appassionato, ma soprattutto la neve, la cosa che tiene viva tutti i siti meteo. Anche se è brutto dirlo, spesso editoriali impegnati, approfondimenti e didattica non riscuotono alcun interesse nel lettore, mentre l’imperativo categorico è la ricerca spasmodica di nevicate a bassa quota.
REDAZIONE: e ci sarà la neve?
GROSSO: salvo per alcune aree confinali dell’arco alpino sino a Natale no e forse anche oltre, mentre tra San Silvestro e Capodanno è finalmente atteso un indebolimento dell’anticiclone e l’inserimento di una prima saccatura e dunque di una perturbazione carica di pioggia su almeno mezza Italia e di qualche nevicata sull’arco alpino oltre i 1200m circa.
REDAZIONE: sarà il segnale di una svolta nello stato del tempo?
GROSSO: forse. L’idea è che le correnti da ovest si abbassino di latitudine, l’anticiclone nel contempo fletta un po’ verso sud, e di conseguenza che la corrente a getto freni leggermente, consentendo il transito di veloci onde perturbate sulla Penisola.
REDAZIONE: e il freddo?
GROSSO: entro l’Epifania, in seno al passaggio di questi impulsi potrebbe verificarsi anche l’inserimento di aria più fredda, in grado di preparare il terreno a possibili nevicate a quote basse al passaggio di una successiva perturbazione, ma si tratta al momento solo di una proiezione, neanche di una previsione, stante anche la distanza temporale, che impone prudenza in questi casi.
REDAZIONE: molti temono che la stagione possa risultare per l’ennesima volta un flop, c’è questo rischio?
GROSSO: eccome, negli ultimi anni gli invernicchi si sono ripetuti in maniera preoccupante, figli proprio di questo meccanismo inceppato che ha visto il flusso perturbato atlantico rimanere troppo alto di latitudine e di conseguenza la cintura degli anticicloni subtropicali avanzare verso nord.
REDAZIONE: è un segnale del global warming?
GROSSO: è un segnale del clima che cambia, lo fa di continuo, se poi dobbiamo dire per forza che è la CO2 immessa dall’uomo che determina tutto questo, possiamo anche dirlo, ma anche se facesse una bufera di neve da mezzo metro a Roma in una notte dovremmo dire la stessa cosa, voi capite che comunque la si giri questa è la tesi che deve passare, non c’è spazio per la riflessione alternativa. (E poi dicono che non siamo in dittatura) Questa visione antropocentrica dell’universo è abbastanza ridicola, chi l’ha detto che l’universo sia stato creato per l’uomo, e chi l’ha detto che l’uomo deve ammansire la natura solo perchè ha costruito in riva al mare dove non si doveva fare? E’ un’impresa che non ci riuscirà mai. Nessuno si è mai posto oltretutto il problema di cosa pensi un abitante della Siberia quando sente parlare di riscaldamento globale e vive a -40°C per buona parte dell’inverno, così come i suoi nonni e i nonni dei nonni.
REDAZIONE: però da noi in estate fa sempre più caldo e si battono quasi di continuo record di caldo.
GROSSO: ma certo, lo abbiamo detto, l’anticiclone africano è salito a governare il tempo estivo per settimane sull’Italia, ma chiediamoci quanto cemento in più ha invaso i nostri paesi, le nostre città, persino la campagna, delle volte ci troviamo ad attraversare territori dove solo fino a pochi anni fa non c’era nulla e oggi sono nati centri commerciali, quartieri residenziali, persino tangenziali, dal nulla! Se andiamo avanti di questo passo chissà quanti record ancora si batteranno. L’uomo sta cancellando localmente le nebbie, sta creando isole di calore pazzesche, inquina, questo non è solo vero, di più, ma il clima del Pianeta potrebbe essere regolato da altre forze, con un disegno che per fortuna nessuno capirà mai del tutto…
Autore : Redazione di MeteoLive.it