00:00 11 Febbraio 2004

I commenti dei lettori: rilevamento temperature, informazione e cambio climatico

Come sempre MeteoLive pubblica le acute osservazioni dei lettori

I commenti dei lettori: rilevamento temperature, informazione e cambio climatico

SUI RILEVAMENTI DELLE TEMPERATURE
Sicuramente è molto più importante rilevare le temperature al di fuori delle isole di calore. Ci si rende conto di come il clima stia mutando o meno rispetto a qualche decennio fa.
Vi posso assicurare che ho posizionato due termometri. Il primo in campagna Mestre-Chirignago l’altro in centro a Mestre. Ci sono differenze enormi. Esempio la notte di San Silvestro 2003 il primo segnava -9 l’altro nel mio terrazzo in centro a Mestre -3.8°C!
Colgo l’occasione per segnalare inoltre, la frequente differenza di temperatura comunicata per Venezia e il resto del territorio comunle. E’ quasi prassi che in inverno la temperatura di ufficiale di Venezia sia superiore allo zero, mentre gli altri 2/3 del comune(Mestre) si sveglia con diffuse brinate, e con temperature ben differenti dall’ufficiale temperatura. Anche in questo caso credo sia più utile conoscere la temperatura di dove vive i 3/4 della popolazione veneziana e per di più dove si trova il traffico automobilistico.
Tommaso Garritano

SULL’ERA GLACIALE
Ho letto l’ anno scorso un romanzo dal titolo la “La Tempesta globale” dove l’ autore un americano credo, ipotizzava uno scenario a dir poco apocalittico, immaginando che a causa dell’ effetto serra e il conseguente aumento della temperatura terrestre, questo avrebbe finito per favorire lo scioglimento della calotta polare, con conseguente diminuzione della densità della corrente oceanica che improvvisamente deviando il suo naturale corso attuale, finiva per non lambire più le coste della gran Bretagna , favorendo cosi una repentino raffreddamento di tutto il nordeuropa, con tempeste e tormente di neve e ghiaccio e una generalizzata situazione di raffreddamento globale. Alle nostre latitudini addirittura si ipotizzava una volta arrivata la primavera e a causa dello scioglimento delle cospicui accumuli di neve, delle terribili e devastanti alluvioni.
Vi domando da profano, uno scenario di questo tipo potrebbe verificarsi realmente, e’ questa una teoria con qualche fondamento scientifico?
Massimo Capponi

Si, Signor Capponi, è uno degli scenari possibili, per quanto non immediati e sicuramente non imminenti. (N.d.r)

SUL GIORNALISMO SENSAZIONALISTICO
Che il giornalismo di oggi sia urlato e sensazionalistico in tutti i settori, compresi quelli scientifici, è ormai un dato di fatto. Basta sfogliare quotidiani e periodici una volta seriosi per rendersene conto. Che la gente si sia abituata a questo trend, e cha anzi la massa ormai si sia mitridatizzata e purtroppo lo pretenda, è anch’esso assodato.
Che gli argomenti seri possano, e anzi debbano anche oggi, essere affrontati allo stesso modo, è tutta un’altra questione. Per scomodare un termine importante ma necessario (per quanto ormai trascurato o almeno sottostimato), è questione di etica professionale: non della massa, che non ha mai etica, ma di chi scrive, giornalista e/o studioso e/o scienziato “puro” o divulgatore che sia.
La questione è quindi individuale di ogni autore, e non dovrebbe nemmeno essere posta a chi legge, se non a mero titolo statistico. Una cosa è infatti l’informazione vera, e una cosa l’intrattenimento. Se MeteoLive intende fare informazione meteorologica sul serio, “deve” quindi attenersi ai fatti (che comunque possono essere presentati in maniera piú o meno attraente a seconda dello stile di chi scrive – ma questa è appunto questione di stile e può essere entro certi limiti affinata).
D’altra parte la formula di MeteoLive è intelligente e flessibile, perché accanto ad articoli “seri” può egualmente presentarne altri “di intrattenimento” o di curiosità (come state gia facendo…), senza per questo far scadere il nucleo duro dell’informazione vera. Naturalmente occorre preservare quest’ultimo anche in termini quantitativi, senza nasconderlo in una congerie infinita di curiosità e stranezze; ma a questo potete prepararvi appunto analizzando il pubblico elettronico che è il vostro target: intendete privilegiare quello strato che comprende gli appassionati e i curiosi in senso buono di meteorologia, oppure intendete allargare il vostro pubblico?
La mia personale risposta è che voi dovreste continuare a fare informazione seria, a fianco della quale ben venga anche qualcosa di interessante e curioso e attraente, ma naturalmente, la scelta tocca a voi.
Gian Giuseppe Santillo, Bracciano, Roma.
Autore : Redazione