00:00 6 Febbraio 2004

Nebbia di fine inverno: perché è più frequente sul mare?

Perché l'aria calda sospinta verso il basso dagli anticicloni dinamici si trova a scorrere al di sopra di un cuscinetto di aria relativamente fredda, ma molto umida.

Nebbia di fine inverno: perché è più frequente sul mare?

Durante la stagione invernale, in situazioni di alta pressione stabile per giorni e giorni, spesso si formano banchi di nebbia o nubi basse, che solitamente risultano più frequenti sul mare che non in Pianura Padana o nelle vallate montane.

Difatti quando si genera una figura di alta pressione dinamica (in questo caso sul Mediterraneo), solitamente l’aria viene sospinta dalle alte quote verso il basso; in tal modo si riscalda e diviene gradualmente sempre più secca; pertanto, arrivata ad una quota inferiore ai 1000 metri, essa si trova a “fare i conti” con la massa d’aria relativamente più fredda presente al suolo, ristagnante da diversi giorni a causa della quasi totale mancanza di vento (tipica del “cuore” degli anticicloni).

Però l’aria che si trova a stazionare subito al di sopra della
superficie marina, oltre ad essere fredda, è ovviamente anche molto umida, pertanto l’aria calda e secca che si trova a scorrere molto lentamente al di sopra di essa si umidifica rapidamente raffreddandosi nel suo strato inferiore, generando questi banchi nuvolosi compatti ed estesi (o i banchi di nebbia se l’aria calda è riuscita ad arrivare fin quasi sulla superficie del mare).

Osservando una immagine satellitare (ad esempio quella che riportiamo in seno all’articolo), si può anche individuare quale è il vento (molto debole, come spiegato precedentemente) che sospinge l’aria calda in quota; basta infatti osservare la posizione dei piccoli vortici che si formano in queste situazioni.

Nell’esempio riportato si possono vedere tre “riccioli” di nubi che si invorticano in senso antiorario: uno sul Mar Ligure, uno ad est della Corsica, ed uno sul basso Tirreno; prendiamo in considerazione il secondo, che è il più evidente: se si seguono le “strisce” lungo le bande nuvolose, si noterà che il flusso di aria umida (quella calda, che in un secondo tempo si è umidificata) proviene dalle Bocche di Bonifacio, e quindi da ovest.

Questo ci indica anche che i venti che trasportano l’aria umida si muovono a bassa quota, e non riescono a superare i rilievi di Corsica e Sardegna, ma anzi devono convergere verso l’unica “porta” aperta fra le due Isole, le Bocche di Bonifacio appunto.

Successivamente i riccioli di nubi si formeranno (fra le altre cose) a causa dell’interazione dei venti in arrivo da ovest con le debolissime brezze che si creano fra terraferma e superficie marina.
Autore : Lorenzo Catania