00:00 10 Settembre 2003

Una storia d’aria

Quando l'aria ti sorprende

Una storia d’aria

Stavo rientrando a Milano da un breve viaggio di lavoro. L’estate era cominciata da poco, una primavera meteorologicamente frizzante aveva lasciato il passo ad un inizio d’estate calda e stabile.

Da qualche giorno la temperatura dell’aria si era riscaldata a dovere; noi moderni automobilisti cominciavamo ad affidarci a strumenti di condizionamento. Quindi finestrini ben chiusi, isolamento dall’esterno, aria condizionata.
Nei pressi di Rho, percorrendo la statale del Sempione verso la città, alle 3 del pomeriggio.

Tutto sembrava la premessa alla solita moderata coda di auto, caratteristica di quell’ora della giornata.
Improvvisamente il fatto. L’aria intorno a me cominciava a vorticare, in modo silenzioso. Isolato e ben chiuso nell’abitacolo, non c’era
nessuna percezione sonora.

Nel giro di pochi secondi si stava profilando una delle cose più sorprendenti che abbia mai visto. Un forte vortice d’aria al suolo. Per pochi minuti e con la visione stupita di tutti, sono decollati nell’ordine: una copertura di lamiera di un capannone, tre cartelloni pubblicitari, insegne di varia natura.

Decollati significa che ho visto con i miei occhi queste strutture ad almeno venti metri di altezza, volteggiare come paglia alla brezza.
Devo anche dire che un grosso sostegno in legno ricadeva poi rovinosamente su un’auto.

Penso sia stato un fenomeno, nel suo genere, di leggera entità, fortunanatmente privo di serie conseguenze.
Mi ha comunque aiutato a capire quanto importanti siano i messaggi d’aria, le previsioni atmosferiche e …l’aprire i nostri finestrini. Magari un pò di caldo in più, ma la percezione di quello che accade là fuori.
Autore : Paolo Branca