MALTEMPO INVERNALE in arrivo su gran parte d’Italia, ma dove cadrà la NEVE? (Mappe)
Resta aperto il nodo della distribuzione delle nevicate a bassa quota, legato a termiche un po' alte e al posizionamento dei minimi depressionari al suolo, mentre è incoraggiante il quantitativo di precipitazioni in arrivo.

MALTEMPO INVERNALE CONFERMATO
L’affondo di un ramo del vortice polare nel cuore del Mediterraneo è ormai una realtà. Sperimenteremo condizioni perturbate per gran parte della settimana. Ne risentirà un po’ tutta l’Italia, ma soprattutto le regioni tirreniche e quelle di nord-est. Che gennaio riesca a rifornirci di precipitazioni importanti è già un gran risultato. Sicuramente sulle Alpi e su parte della dorsale appenninica non mancheranno nevicate in parte abbondanti a quote anche basse.
NEVE a BASSA QUOTA o PIANURA?
I modelli fanno sempre fatica ad inquadrare le temperature per un evento nevoso in pianura e anche il posizionamento dei minimi depressionari al suolo di fronte all’inserimento di una saccatura così profonda. Quando la distanza temporale è di 4-5 giorni vengono evidenziate temperature un po’ più basse di quanto poi non lo saranno nella realtà, ipotizzando di conseguenza nevicate su zone di pianura che poi verranno ridimensionate almeno della metà. In questa circostanza la neve in pianura al momento si può ipotizzare in queste due fasi:
MARTEDI 17: nel tardo pomeriggio-sera su Piemonte orientale, ovest Lombardia, fondovalle alpini, Appennino ligure ed emiliano e ovviamente Alpi ma si tratterebbe di fenomeni misti a pioggia sotto i 300m. Ecco una mappa del modello Icon abbastanza ottimista in tal senso, da notare i temporali previsto sul medio e basso Tirreno:

Le temperature in quota che accompagneranno l’evento del resto a 1500m non andranno sotto i -2°C, come vedete in questa mappa prevista a 850hPa:

Il problema della NEVE si riproporrà tra mercoledì 18 e giovedì 19 quando, in un contesto peraltro più freddo, potrebbe originarsi una seconda depressione al suolo, che il modello americano contempla costantemente nella stessa posizione, dunque favorevole a nevicate in pianura sulla Valpadana occidentale, mentre quello europeo la vede molto meno definita e senza conseguenze. Vediamo le differenze: la prima è la mappa del modello americano, la seconda quella del modello europeo:


La media degli scenari del modello americano sembra comunque votata a sposare la tesi della sua corsa ufficiale, regalando al nord-ovest anche una coltre di 5-10cm in pianura tra il Piemonte orientale e meridionale e tutto l’ovest lombardo, anche più abbondante ovviamente su tutto il settore appenninico ed alpino, eccola:

Chi avrà ragione? Stante la distanza temporale occorrerà ancora attendere. Tutti invece sono concordi nel veder terminare l’ondata invernale sulle nostre regioni centrali e meridionali tra venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 con marcata instabilità e molti rovesci di neve in Appennino anche sino alle quote collinari, non esclusi temporali nevosi, che potrebbero far vedere fiocchi persino nelle città con temperature largamente sopra lo zero (Roma non esclusa):

Da notare il tentativo di formazione di un ponte anticiclonico tra anticiclone russo ed azzorriano, con la depressione sul basso Tirreno che potrebbe potenzialmente fare da esca ad un flusso di correnti fredde da est o da gancio per un nuovo affondo freddo da nord a fine mese. Del resto ve lo avevamo anticipato: una figura depressionaria nel Mediterraneo destabilizza tutta la circolazione ed apre a sorprese, ancora tutte da scoprire. Seguiteci!
Autore : Alessio Grosso
