00:00 13 Gennaio 2023

Momento CRUCIALE: dove si concentrerà il maltempo? Chi vedrà più NEVE? Chi verrà beffato?

L'affondo artico atteso da lunedì seguita a non essere decifrato con precisione dai modelli, non nella sua struttura in quota, ormai ben definita con l'affondo verso l'Italia ormai certo, ma negli sviluppi delle depressioni al suolo, le maggiori responsabili di precipitazioni nel semestre freddo. Cerchiamo di capire allora chi verrà coinvolto e chi meno dai fenomeni. Il freddo, peraltro moderato, raggiungerà dapprima il nord.

Momento CRUCIALE: dove si concentrerà il maltempo? Chi vedrà più NEVE? Chi verrà beffato?

INVERNATA in ARRIVO: su questo ormai non vi è più dubbio alcuno. L’irruzione artica è una certezza al 99% e si manifesterà a partire già dalle prime ore di martedì 17 con il passaggio di una prima vigorosa perturbazione collegata ad un minimo pressorio profondo al suolo attestato al mattino presto sulla Francia e in sfondamento attenuato nel pomeriggio sul catino padano. Questa mappa evidenzia con una scala di colori la probabilità di pressioni più basse di 1000hPa al suolo sull’Europa: ebbene il rosso acceso per martedì 17 spicca su centro Europa e nord Italia, segnale di attendibilità molto alta!

Tutti i modelli del resto ormai sono pressochè concordi su questa evoluzione, qui la distribuzione pressoria per l’alba di martedì 17 gennaio, notate il minimo in graduale penetrazione verso il nord Italia:

CONSEGUENZE PASSAGGIO PERTURBATO di LUNEDI 16: tra domenica 15 e lunedì 16 una prima perturbazione attraverserà l’Italia portando piogge soprattutto su Lombardia, regioni di nord-est, Liguria, sparse e a carattere di rovescio o temporale a macchia di leopardo al centro e al sud, specie sul versante tirrenico, un po’ freddo al nord ma con neve solo oltre i 1000-1200m, più mite altrove.

CONSEGUENZE PASSAGGIO PERTURBATO di MARTEDI 17: piogge, temporali e venti sostenuti di Libeccio al centro e al sud con mareggiate lungo le coste tirreniche, dove anche più probabile risulterà la fenomenologia, fenomeni moderati anche al nord nel corso della giornata in trasferimento da ovest ad est con rischio neve sul catino padano, specie sul settore lombardo, del basso Piemonte e dell’Emilia occidentale, qui la mappa del modello americano che evidenzia la fenomenologia, in viola la neve, in rosso le piogge intense, temperature in calo soprattutto al nord:

Quando entra una simile saccatura i modelli faticano ad inquadrare i minimi al suolo che andranno sviluppandosi, per questo tra mercoledì 18 e giovedì 19 è ancora molto difficile decifrare se vi sarà una nuova depressione e soprattutto dove andrà a collocarsi, ad esempio il modello giapponese non ci capisce nulla e piazza correnti da nord-ovest secche al suolo sul nord-ovest, una corrente da WSW poco definita al centro e al sud:

Il modello americano invece opta per l’inserimento di una seconda depressione carica di maltempo sull’Italia con fenomeni anche nevosi sino in pianura sul nord-ovest come vediamo in questa sequenza dapprima con la distribuzione pressoria, poi con quella dei fenomeni, non andiamo a commentarle nei dettagli perchè l’affidabilità rimane ancora bassa:

Ci sono infatte altre opzioni che depongono per una depressione posizionata nettamente più a sud (è l’idea del modello europeo) con coinvolgimento più netto delle regioni centrali e meridionali e molto meno del nord, come mostra la mappa seguente e qui la neve sino in collina scenderebbe abbondante in Appennino, anche qui ancora molta incertezza:

RIASSUMENDO: è possibile per ora commentare con certezza solo l’andamento sino a martedì 17, quando si vedrà un po’ di neve in pianura su parte del nord con buona probabilità, grazie anche ai bassi geopotenziali. Nei giorni successivi è ipotizzabile la presenza di un’altra depressione carica di maltempo, più probabile per ora sulle regioni centrali, meridionali e con possibile coinvolgimento solo di parte del nord (ma è solo un’ipotesi).

Sembra invece confermata perchè paradossalmente più facile da prevedere, l’evoluzione successiva, quella da sabato 21, quando la pressione potrebbe aumentare sulla Scandinavia, rinnovando un flusso di correnti fredde, sia pure non freddissime da nord-est verso l’Italia. Seguite tutti gli aggiornamenti!

 

 

 

Autore : Alessio Grosso