Le figure bariche nell’emisfero boreale
Alcuni fra anticicloni e depressioni vengono classificati a seconda delle loro caratteristiche peculiari
L’atmosfera è composta di un fluido molto denso nei bassi strati, e come tale è soggetto a forze particolari che non le permettono di stare in quiete, ma la costringono a muoversi in modo caotico.
Fra queste azioni ci sono l’attrito (con il suolo o con le altre varie porzioni dell’atmosfera) e la forza di Coriolis, che devia la massa d’aria verso est o verso ovest a seconda della direzione in cui “puntava” la sua velocità iniziale.
Fatto sta che grazie a queste forze e ad altre (come quella centrifuga ad esempio), la circolazione generale vede l’aria spostarsi in media da ovest verso est dai Tropici fino al Polo, mentre in vicinanza dell’equatore la circolazione è opposta.
In prossimità dell’equatore infatti soffiano gli Alisei, richiamati dalla fascia di depressioni termiche che cinge questa linea immaginaria a causa delle elevate temperature raggiunte in zona durante tutto l’anno; questi venti soffiano da NE verso SW, convergendo appunto sull’equatore.
Poco più a nord c’è la “cintura” degli anticicloni subtropicali, figure semipermanenti (ossia presenti quasi sempre durante l’anno) che giacciono solitamente fra il 25° ed il 35° parallelo, ma spesso durante l’estate si spingono più a nord.
Fra questi centri di alta pressione non possiamo non citare l’anticiclone delle Azzorre, nostro compagno “di viaggio” durante l’estate, oppure l’anticiclone africano, che qualche volta tenta una sortita verso il Mediterraneo portando tempo estremamente caldo ed umido.
Al di fuori del nostro Continente possiamo individuare anche l’anticiclone sul Pacifico, che spesso in estate si protende fin sugli U.S.A. occidentali, portando giornate dal tempo insopportabilmente afoso.
Andando fra il 40° ed il 65° parallelo entriamo nel regno delle “medie latitudini”, zona entro la quale non esistono figure bariche stabili, ma dove spesso fanno incursione altri sistemi provenienti da nord o da sud a seconda della dinamica del tempo in corso.
Esistono comunque strutture che spesso perdurano mesi e mesi, come ad esempio l’anticiclone Russo-Siberiano in inverno e la depressione asiatica in estate (la responsabile dei monsoni); sono due figure termiche che nascono a causa del notevole raffreddamento (o riscaldamento a seconda della stagione) che subiscono le zone più interne del continente asiatico rispetto a quelle vicine all’oceano.
Fra il 65° ed il 75° parallelo dominano le depressioni dinamiche alimentate direttamente in quota dal vortice polare: vedi ad esempio la famosa depressione d’Islanda, più attiva durante l’inverno e responsabile di molte ondate di maltempo nel Mediterraneo quando si spinge troppo a sud, oppure quella che spesso in estate si posiziona sullo Stretto di Bering, portando maltempo sull’Alaska e lo Yukon.
Infine in prossimità del Polo al suolo sono spesso presenti degli anticicloni, che con le loro incursioni verso sud sono in grado, durante la stagione fredda, di portare ondate di gelo notevoli, soprattutto sulla Nuova Zemlja, la Siberia settentrionale ed il Canada
Autore : Lorenzo Catania