00:00 3 Marzo 2021

Vortice polare in grande forma sul Polo: così l’inverno si congeda davvero

Difficile che in queste condizioni l'inverno possa dire ancora qualcosa, ad aprile invece potrebbe essere diverso.

Vortice polare in grande forma sul Polo: così l’inverno si congeda davvero

 

Con un vortice polare così (in alto una mappa dell’emisfero nord prevista per mercoledi 10 marzo a 5500m) è difficile che possano intervenire condizioni invernali tardive serie nel mese di marzo.

Certo negli Usa e nel Canada, anche in queste condizioni bariche freddo e neve, riescono a farsi strada verso sud, ma non in Europa, prigioniera dell’anticiclone subtropicale alle nostre latitudini.

E così, per assistere ad ondulazioni importanti delle correnti in quota, bisognerà probabilmente aspettare fine mese o inizio aprile. Lo si evince anche osservando la disposizione della corrente a getto per venerdì 12 marzo a 10km di altezza, la mappa riferita all’emisfero nord parla da sola, le ondulazioni sono davvero modeste: 

Ma come mai? Non dovrebbe indebolirsi in questa stagione il vortice polare troposferico? Solitamente si, ma in questo particolare inverno, dove in stratosfera vi è stato un lungo riscaldamento per gran parte della stagione, il raffreddamento e il ricompattamento attuale che si sta registrando lassù, sta influenzando la troposfera, facendo correre il getto come un forsennato e relegando tutto il freddo alle latitudini più settentrionali. 

Ecco il vortice polare stratosferico come si presenta attualmente:

Di fronte ad una simile compattezza registreremo facilmente almeno per un paio di settimane correnti da ovest poco ondulate che porteranno tempo mite e variabile sull’Europa con perturbazioni che solo occasionalmente potranno raggiungere anche l’Italia, portando qualche precipitazione passeggera, ma senza un vero guasto severo del tempo.

Per assistere invece a ritorni del freddo (ormai fuori stagione) bisognerà aspettare probabilmente la fine del mese o addirittura la prima decade di aprile, come già ricordato in altro articolo.

 

 

Autore : Alessio Grosso