Effimera pausa anticiclonica, poi si prepara il terzo atto dell’inverno
La prossima settimana ci aspettiamo un nuovo rinforzo dell'alta pressione sull'Europa e sul Mediterraneo. Nel lungo termine prende vigore l'ipotesi di una nuova fase di maltempo invernale.
Nel fine settimana appare sempre più probabile lo sviluppo di una circolazione d’aria più fredda che raggiungerà nuovamente il Mediterraneo, accompagnata da una rotazione del vento dai quadranti nord-occidentali. In buona sostanza il centro motore della grande depressione che in queste ore interessa l’Europa, non sarà più nel Regno Unito ma andrà a collocarsi sulla penisola scandinava, anticipando un rialzo della pressione nella parte occidentale del continente. Da qui la rotazione del vento dai quadranti nord-occidentali, con un travaso di aria fredda polare-marittima che si farà sentire anche sull’Italia, soprattutto lungo i versanti adriatici tra domenica e lunedì. A partire dal prossimo martedì viene confermato un nuovo rinforzo dell’alta pressione che dall’Europa occidentale tenderà a spingersi verso il Mediterraneo centrale.
Né conseguirà un miglioramento del tempo anche sull’Italia, con un fisiologico rialzo delle temperature a partire dalle regioni più occidentali. Alcune precipitazioni potranno continuare ad interessare la fascia alpina, con limite delle nevicate a quota elevatela. Qualche nube visiterà anche le regioni del centro e del sud ma in un contesto asciutto. Ad eccezione del lunedì che risulterà ancora freddo ed instabile, questa fase anticiclonica promette di interessarci per gran parte della prossima settimana. Analisi in quota del modello europeo riferita a giovedì 28 febbraio:

Nel lungo termine sembrano salire le probabilità di successo per una nuova fase di instabilità a carattere invernale sull’Europa. Naturalmente non può ancora essere chiaro quale sarà il ruolo rivestito dal nostro Paese ma appare probabile una nuova frenata delle correnti occidentali, contestuale ad un raffreddamento delle temperature che dalla penisola scandinava potrebbe in seguito dipanarsi verso l’Europa centrale. Da queste nuove emissioni riferite a cavallo tra il termine di gennaio e l’esordio di febbraio, potrebbe esserci spazio anche per un’interferenza instabile di tipo polare-marittimo, dai risvolti ancora da comprendere nel dettaglio. Ecco una analisi deterministica del modello europeo riferita a lunedì primo febbraio:
Autore : William Demasi